NOVITÀ IN LIBRERIA | 24 – 30 giugno 2024

Buon lunedì!

Ultima settimana di giugno, le vacanze si fanno sempre più vicine. Tra un temporale e l’altro, diamo un’occhiata alle nuove uscite di fine mese.

In copertina, il romanzo di Carla Madeira, nuovo fenomeno della letteratura brasiliana, pubblicato in Italia da Fazi Editore. A seguire, i nuovi romanzi di Matteo Bussola (Einaudi) e Diego Zandel (Voland), gli esordi letterari di Milena Palminteri (Bompiani) e Alessandro Refrigeri (Accento Edizioni), la storia culturale dei Souvenir di Rolf Potts (Il Saggiatore) e alcuni graditissimi ritorni dal passato: da Shakespeare a James Baldwin e Ricardo Piglia, passando per Alba De Céspedes.

Scopriteli tutti qui sotto, buona lettura!

LS

25 giugno

FAZI EDITORE

Il romanzo d’esordio di Carla Madeira, nuovo fenomeno della letteratura brasiliana. Un romanzo esplosivo, traboccante di vita e sensualità, un inno all’amore vissuto liberamente e una condanna esplicita della doppia morale patriarcale. 

Venâncio e Dalva, marito e moglie, si amano di un amore totale. La loro è un’unione inestricabile di anima e corpo; amano parlarsi, toccarsi, guardarsi, abbandonarsi completamente l’uno all’altra. Lui e lei, lei e lui. Fino al giorno in cui la tragedia irrompe nella loro vita incrinando questa simbiosi perfetta. Nelle crepe di un amore che all’improvviso sembra svanito si insinua Lucy, prostituta orgogliosa che invade le loro esistenze a testa alta. Ogni cosa cambierà per sempre. Perché l’amore, come un fiume, è inarrestabile, e il suo flusso ininterrotto plasma le vicende dei protagonisti assumendo le forme più inaspettate.

EINAUDI

Il nuovo romanzo della scrittrice statunitense Laurie Lico Albanese, autrice di La bellezza rubata (2017). Con strepitosa inventiva, ci regala il ritratto della musa immaginaria che avrebbe ispirato a Hawthorne la protagonista di La lettera scarlatta.

«Un romanzo che dovrebbe diventare una lettura obbligatoria accanto al classico di Hawthorne sull’adulterio. Ammaliante, ambizioso, un vero capolavoro» Fiona Davis.

Isobel ha il dono di «vedere» i colori: la voce della madre è un torrente di zaffiro screziato di smeraldo, quella del padre un morbido caramello e la lettera «A» è scarlatta, da sempre. Crescendo, Isobel impara a domare il suo talento per creare ricami straordinari. E quando si trasferisce a Salem, nel Nuovo Mondo, insieme a un marito con il vizio dell’oppio, e incontra un affascinante e tormentato giovane scrittore di nome Nathaniel, l’ago diventa la sua risorsa più preziosa.

EINAUDI

Il nuovo romanzo di Matteo Bussola, autore di Un buon posto in cui fermarsi (2023), che racconta un nodo del nostro tempo: la fragilità adolescenziale. Una storia toccante, piena di grazia, sul tradimento che implica diventare sé stessi.

Un padre e un figlio, dentro una stanza. L’uno di fronte all’altro, come mai sono stati. Ciascuno lo specchio dell’altro. Loro due, insieme, in un reparto di neuropsichiatria infantile. Ci sono altri genitori, in quel reparto, altri figli. Adolescenti che rifiutano il cibo o che si fanno del male, che vivono l’estenuante fatica di crescere, dentro famiglie incapaci di dare un nome al loro tormento. E madri e padri spaesati, che condividono la stessa ferita, l’intollerabile sensazione di non essere più all’altezza del proprio compito. Con la voce calda, intima, di un padre smarrito, Matteo Bussola fotografa l’istante spaventoso in cui genitori e figli smettono di riconoscersi, e parlarsi diventa impossibile. Attraverso un pugno di personaggi strazianti e bellissimi, ci ricorda che ogni essere umano è un mistero, anche quando siamo noi ad averlo generato.

ADELPHI

Il primo romanzo di Sándor Márai (1900–1989), scrittore e giornalista ungherese naturalizzato statunitense, autore di L’eredità di Eszter (1939) e Le braci (1942).

«A ben vedere, nella mia vita non è suc­cesso nulla» annota nel suo diario il prota­gonista, e narratore, di questo romanzo: un professore di latino poco più che cin­quantenne, celibe, alieno da qualunque sentimento nei confronti dei propri simi­li, maniacalmente attaccato a una routine fatta di lezioni, passeggiate, serate al circo­lo, rare visite a una casa di tolleranza. Ma durante un soggiorno alle pendici dei monti Tátra qualcosa si incrina, nel suo corpo e nella sua mente: si accorge di esse­re triste, «costantemente in attesa di qual­cosa». La crepa non fa che allargar­si quando gli viene assegnata una classe dell’ultimo anno, allorché scopre che due dei suoi allievi stanno vivendo il primo amore – un primo amore che, sebbene sia incapa­ce di ammetterlo, forse sta sperimentan­do anche lui. E, come accade a von Aschen­bach nella Morte a Venezia, il baratro che gli spalanca davanti non potrà che in­ghiottirlo.

ADELPHI

Il primo romanzo di Peter Flamm (1891–1963), pseudonimo di Erich Mosse, scrittore e psichiatra tedesco, ebreo d’origine. Pubblicato nel 1926, il libro creò scalpore in tutta la Germania per la sua denuncia verso la Repubblica di Weimar e l’atrocità della guerra.

Berlino, 1918. La guerra è appena finita, un uomo torna a casa e non è più lui. È convinto di aver rubato l’identità a un morto. Crede di vivere nel corpo di un altro; tutti lo riconoscono e pensano di sapere con chi parlano. Solo il vecchio cane gli abbaia contro e lo morde. Il cane sa che quello non è il suo padrone. Poi comincia a ricordare: Grete, la giovane donna dalla chioma tizianesca che ora vede alla finestra, è sua moglie; nella culla c’è il loro bambino; si rivolge a un’anziana signora chiamandola «mamma». Ma quei ricordi non hanno radici, sono cose che sa: «come un attore me ne sto su un palcoscenico, imparerò la mia parte, è già scritta fino in fondo, di certo già da prima, e io mi limito a recitarla». Questo è quanto ci è dato sapere del protagonista prima che la storia inizi. Lo ritroveremo nell’aula di un tribunale, accusato di omicidio, mentre cerca di scagionarsi. Ma chi parla in queste pagine? Chi ha commesso il crimine?

ADELPHI

Il libro del 2013 dello scrittore inglese Lawrence Osborne, autore di romanzi e racconti di viaggio, tra cui L’estate dei fantasmi (2017), Il regno di vetro (2020) e Java Road (2022).

Per curare l’alcolismo c’è chi si fa ricovera­re in una struttura specializzata, chi si affida a una terapia farmacologica, chi anco­ra pratica una ferrea astinenza. Lawrence Osborne ha una ricetta più originale: in­traprendere un viaggio nel mondo islamico per studiare come vivono gli astemi e scoprire se da loro si può imparare qual­cosa. L’esperienza sarà illuminante, teme­raria e – per la gioia di noi lettori – sempre irresistibilmente spassosa. E al termine di questo rocambolesco tour ci apparirà lampante che lo scontro di civiltà tra Oriente e Occi­dente altro non è che il riflesso di due ap­procci diametralmente opposti alla vita – temperanza e sregolatezza, continenza e dissolutezza, con i loro paladini, astemi e bevitori, per sempre affiancati «in uno spi­rito di reciproca incomprensione».

ADELPHI

Il Giulio Cesare di William Shakespeare (1564–1616). Una delle più luminose tragedie shakespeariane nell’inedita, formidabile traduzione di Juan Rodolfo Wilcock. Con un saggio di W.H. Auden.

La storia è nota: Bruto amava Cesare, ma amava di più Roma. Dall’ombra di Plutarco ecco venire ancora una volta alla ribalta Giulio Cesare l’epilettico, leone cacciatore prima, cervo cacciato poi, «stella polare» in un corpo che da dittatore perpetuo si muterà presto in vittima sacrificale, nella congiura più celebre della storia antica. Sorretto da «una lingua più forte di ogni musica», il Giulio Cesare mette a nudo l’essenza violenta del teatro. E il defunto sovrano, futuro dio, continuerà a ricevere la sua razione di ventitré pugnalate, nel suo eterno ritorno sulla scena.

MONDADORI

L’ultimo romanzo di Mary Beth Keane, scrittrice americana di origini irlandesi, autrice di The Walking People (2009), Febbre (2013) e Un amore qualunque e necessario (2019).

Malcolm Gephardt, bello e socievole, barista all’Half Moon Café, ha sempre sognato di possedere un locale tutto suo. Quando il capo va finalmente in pensione, Malcolm compra il bar, vedendovi una magia e un potenziale non quantificabili e sperando di trasformarlo in un posto di grande successo. Purtroppo però il locale fatica a rimanere a galla. Sua moglie Jess, intelligente e sicura di sé, si è dedicata invece alla carriera di avvocato e, dopo anni di tentativi fallimentari di avere un bambino, deve affrontare con grande difficoltà l’idea che la maternità potrebbe non essere nel suo destino. Come Malcolm, sente che la giovinezza comincia a scivolare via e si chiede come reimpostare il suo futuro. I due coniugi hanno reazioni diverse ai problemi che si presentano, con il rischio che le loro strade si dividano per sempre. Il romanzo si svolge nell’arco di una settimana, quando Malcolm scopre novità sconvolgenti su Jess, un cliente del bar scompare all’improvviso nel nulla e una bufera di neve colpisce la città di Gillam, intrappolando tutti.

NERI POZZA

Il terzo romanzo dello scrittore malesiano Tan Twan Eng, autore di La donna venuta dalla pioggia (2007) e Il giardino delle nebbie notturne (2011).

«Una prosa che richiama inevitabilmente il nome di Joseph Conrad. Un romanzo generoso, evocativo, conturbante» The Guardian.

Malesia, 1939. A Philip Hutton, sedici anni, figlio di un ricco commerciante inglese di Penang e della sua seconda moglie, non sembra di appartenere a nessun luogo, a nessuna gente. Non si sente inglese come i fratellastri e il padre, persi in un universo fatto di club, cavalli e college dai prati pettinati, e nemmeno cinese come la madre morta – la famiglia materna un insieme di tradizioni e cerimonie impossibili da decifrare. Philip è nato con il dono della pioggia, così gli ha detto un’anziana indovina al Tempio della Nube Azzurra: ciò significa che avrà una vita colma di successi, ma anche che quella stessa vita lo metterà alla prova. Quando il Giappone, in un attacco improvviso, ferocissimo, invade e conquista la Malesia, Philip si troverà a dover scegliere fra la fedeltà alle sue origini e quella al suo sensei, il giapponese Endo-san, maestro di aikido: fra un destino che pare già scritto e uno in cui prendere, finalmente, la parte di sé stesso.

26 giugno

EDIZIONI SUR

Il romanzo del 2010 di Ricardo Piglia (1941–2017), uno degli ultimi grandi maestri della letteratura argentina. Un poliziesco agile nella lettura ma raffinato nella forma, che esplora in maniera acuta e non convenzionale l’inferno dei rapporti familiari, la corruzione e gli equilibri sociali della provincia.

«Un romanzo che mescola con naturalezza Faulkner e Chandler» El Mundo.

Argentina, 1972. In una piccola località della provincia di Buenos Aires arriva il misterioso Tony Durán, un giovane di origine portoricana cresciuto nel New Jersey. Eccentrico, libertino e dal passato oscuro, Tony diventa immediatamente il fulcro dell’attenzione del paese, e il suo ménage à trois con le affascinanti Ada e Sofía Belladonna, figlie gemelle di una delle famiglie più in vista della zona, è ben presto sulla bocca di tutti. Finché non viene ritrovato morto nella sua stanza d’albergo. Chi ha ucciso Tony e perché? A occuparsi delle indagini è il commissario Croce che, tra false piste, inganni e tradimenti, potrà fare affidamento solo sul suo straordinario intuito – oltre che sull’aiuto del fidato assistente Saldías e del giornalista Emilio Renzi – per risolvere il caso.

ACCENTO

Il romanzo di Alessandro Refrigeri, ispirato a una storia vera. Un esordio originalissimo e fuori tempo, un mix imprevedibile fra un romanzo storico ottocentesco e gli horror più splatter dei giorni nostri.

È l’estate del 1792 e fra i cittadini di Milano serpeggia il panico: a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, vengono rinvenuti i corpi orribilmente sventrati di alcuni ragazzi. Nessuno sembra al riparo, di giorno come di notte. Chi può compiere simili atrocità? C’è chi dice sia un lupo, chi un mostro, chi il demonio in persona… Di qualunque natura sia la minaccia, per affrontarla e riportare l’ordine serve un uomo di polso e di grande saggezza. Per fortuna, Milano ne è provvista e convoca Cesare Beccaria. Sì, quel Cesare Beccaria, giurista, filosofo illuminato, autore del classico trattato Dei delitti e delle pene, nonché nonno del futuro scrittore Alessandro Manzoni. Sotto la sua guida, i milanesi si mobilitano per trovare il mostro, tra sospetti infondati, false accuse e processi spontanei, mentre il numero dei morti continua a crescere, insieme al terrore e all’angoscia. A salvare la città non basteranno né le preghiere, né una Grande Caccia organizzata per annientare la Bestia: forse sarà necessario ricorrere a una giovane vergine per attirarla finalmente in trappola?

WUDZ EDIZIONI

Il libro del filosofo e naturalista francese Olivier Remaud, direttore degli studi presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.

Alcuni posti si comportano come sogni: le montagne, in particolare, nascondono moltissime storie, ci bisbigliano segreti millenari, rivelano connessioni inaspettate tra tutti i viventi. Rocce, licheni, camosci, lumache e piante rampicanti narrano il nostro passato, testimoniano il nostro presente, illuminano il nostro futuro. Mentre le montagne che li ospitano nascono, crescono, poi si rimpiccioliscono e muoiono. Proprio come noi. Perché non mettersi in ascolto, allora, di ciò che dicono le pietre, gli strati e i sedimenti che conservano la memoria dell’acqua? Perché non tornare a vivere “come selvaggi”?

BOMPIANI

Il primo romanzo di Milena Palminteri. Un esordio tardivo, profumato e dolce come un frutto che ha potuto a lungo maturare.

A cosa serve essere giovane e piena di progetti, se sei nata nel tempo sbagliato? Tre protagoniste straordinarie fronteggiano la sfida più grande: trovare il senso del proprio essere donne in un mondo che vorrebbe scegliere al posto loro. Nardina, dolce e paziente, che sogna di laurearsi ma finisce intrappolata nel ruolo di moglie. Sabedda, selvatica e fiera, che vorrebbe poter decidere il proprio futuro ma è troppo povera per poterlo fare. Carlotta, orgogliosa e determinata, che vorrebbe diventare avvocato in un mondo dove solo i maschi ritengono di poter esercitare la professione. E un segreto, che affonda nella notte in cui i loro destini si sono uniti per sempre. Tra gli anni Venti e gli anni Sessanta del Novecento, Sabedda, Nardina e Carlotta lottano e amano sullo sfondo di un mondo che cambia, che attraversa il Fascismo e la guerra, che approda alla nuova speranza della ricostruzione. Per ciascuna di loro, la vita ha in serbo prove durissime ma anche la forza di un amore più grande del giudizio degli uomini.

EDIZIONI E/O

Il romanzo della scrittrice francese Jeanne Benameur, autrice di Le escluse (2001) e dell’autobiografia Ça t’apprendra à vivre (1998).

«Meravigliosa evasione, malinconica fantasticheria, La pazienza delle tracce grida l’inadeguatezza delle parole di fronte ai nostri sentimenti, il limite del tempo di fronte a ciò che potremmo realizzare» ELLE.

Psicoanalista, Simon ascolta gli altri per professione, a rischio di far tacere la propria storia personale. Una crepa nel quotidiano – una ciotola rotta – fa scattare l’ora dell’appuntamento con se stesso. Dovrà lasciare la sua città a bordo oceano e l’isola delle intense emozioni della sua giovinezza, allontanarsi dal trio tragicamente dissolto che perseguita il suo orizzonte da tempo lunghissimo. E anche lasciare dietro di sé le vite, le derive intime così pazientemente ascoltate nel segreto del suo studio. Arriverà in un Giappone sconosciuto – un’altra riva. E sulle isole subtropicali di Yaeyama stringerà una nuova geometria amicale con i saggissimi, e vivissimi, coniugi Itō. Fiducia. All’altro capo del mondo e oltre la lingua, Simon sperimenta con tutti i sensi che l’incontro con il sé passa attraverso l’incontro con l’altro.

27 giugno

CLIQUOT

La raccolta di racconti di Alba De Céspedes (1911–1997), pubblicata per la prima volta da Mondadori nel 1955.

«Nella forma breve che costituisce il cosmo unitario di Invito a pranzo, gli uomini e le donne appaiono come lampi o siluri, ascendono, decadono, si spezzano, si dicono quello che non si sono ancora detti oppure scoprono che non si diranno mai tutta la verità. A volte si ritrovano, più spesso si lasciano, si dicono addio, come se dentro di loro si rompesse qualcosa senza preavviso, il rumore di un quadro che cade e tira giù con sé sia il chiodo sia i calcinacci» dalla prefazione di Nadia Terranova.

28 giugno

NERI POZZA

Il nuovo romanzo di Christian Pastore, autore di Senza amare andare sul mare (2017) e La revisione (2019), scritto con Federico Leva.

Realtà virtuale, immigrazione, cancel culture, inquinamento, società dello spettacolo, robotica, intelligenza artificiale… leggendo Nessuno si farà attendere ritroviamo molti fra i temi più scottanti e controversi della nostra contemporaneità, che Christian Pastore illumina di una luce nuova, esaspera e proietta in un futuro prossimo che ci appare, leggendo, fin troppo presente e credibile. Tramite elementi solo apparentemente paradossali, le storie di questo libro rappresentano delle possibili derive e ciò che comporterebbero. Ma, sembrano dirci le storie, nessuna rivoluzione tecnologica potrà davvero incidere sulla nostra irredimibile, strutturalmente tragica dimensione umana, che sovrasta il tempo con le sue crudeltà, ingiustizie, meschinità, perversioni.

MATTIOLI 1885

Il romanzo del 2012 dello scrittore statunitense Bill Roorbach. Un mistery esilarante, in equilibrio fra Il grande Gatsby e il migliore John Irving.

David Mochmeyer è il ragazzo modello: modesto, sincero, quarterback della squadra di football e star di Princeton. La sua vita sembra essere perfetta, fino a quando la morte dei genitori costringerà lui e sua sorella Kate a rincorrere la verità lungo una strada tortuosa piena di follia, vendette e misteri. Attorno a loro si muovono una grande ballerina e vedova di una rock star, uno chef vegetariano, gay e coperto di tatuaggi, il suo amante cross dresser e un turbinio di feste sfarzose, triangoli amorosi, passaggi segreti e registrazioni illegali. I due si immergono così nel mistero dell’omicidio, seguendo un filo rosso che li condurrà a scoprire la verità sui loschi affari del padre.

IL SAGGIATORE

Il libro di Rolf Potts, scrittore americano, autore di reportage e di podcast, che racconta la storia culturale degli oggetti che raccogliamo, conserviamo e talvolta collezioniamo come ricordo dei nostri viaggi. Perché ogni souvenir custodisce un racconto del mondo.

Quasi tutti teniamo da qualche parte – sui mobili del salotto, attaccati al frigorifero, appesi allo specchietto della macchina – degli oggetti che abbiamo riportato da una vacanza, dal la luna di miele o semplicemente da una gita fuori porta. Sono oggetti molto diversi tra loro per dimensioni e materiale, ma accomunati dal la capacità di farci rivivere le memorie di quel viaggio. Souvenir ci rivela come questa pratica non appartenga esclusivamente alla contemporaneità, ma sia un’espressione dell’umano che attraversa i luoghi e le epoche: dal terriccio che i pellegrini riportavano a casa dalla Terra Santa alle macabre teste miniaturizzate dell’Amazzonia coloniale, dall’esplosione del mercato delle cartoline a inizio Novecento ai cucchiaini da collezione in vendita nei musei americani oggi, Potts ci illustra il valore personale forte e duraturo che attribuiamo da sempre ai souvenir.

VOLAND

Il nuovo romanzo di Diego Zandel. Figlio di esuli fiumani, è nato nel campo profughi di Servigliano nel 1948. Ha all’attivo una ventina di romanzi ed è anche uno degli autori del docufilm Hotel Sarajevo, prodotto da Clipper Media e Rai Cinema (2022).

Fine aprile 1997. Dopo una lunga trattativa Telecom Italia (con la greca OTE) acquisisce il 49 per cento delle azioni di Telekom Serbia. L’affare, in cui sono coinvolti anche i servizi segreti dei due paesi, viene favorito da strani personaggi, i cosiddetti “facilitatori”, legati al presidente serbo Slobodan Milošević. L’azienda italiana paga una somma enorme: 1.500 milioni di marchi tedeschi che Milošević pretende in contanti e che, in parte, gli vengono recapitati con un jet privato in diciotto sacchi di juta delle Poste serbe. Un affare balcanico si ispira a quell’inquietante transazione e l’autore, all’epoca dei fatti responsabile della Stampa Aziendale di Telecom Italia, mescola nel romanzo verità storica e finzione con l’abituale maestria, districandosi tra donne misteriose, orsi ballerini, cantanti folk serbe e raffiche di kalashnikov per regalare al lettore pagine avvincenti.

FANDANGO LIBRI

Il romanzo dello scrittore afroamericano James Baldwin (1924–1987), di cui il prossimo 2 agosto ricorrerà il centenario della nascita. Pubblicato per la prima volta nel 1963, colpisce dritto al cuore della cosiddetta “questione nera”.

«Questo paese innocente ti ha confinato in un ghetto, e in questo ghetto è stabilito che tu marcisca. Sarò più preciso, perché qui è il nocciolo della questione, è qui l’origine della polemica mia col mio paese: tu sei nato dove sei nato e hai di fronte a te il futuro che hai perché sei nero, per questa e nessun’altra ragione».

Straordinario per la sua narrazione magistrale, così come per il resoconto intimo e sincero che ripercorre l’esperienza della popolazione di colore degli Stati Uniti, il libro è considerato una delle più appassionanti e autorevoli indagini sui rapporti interrazziali, in cui le tematiche di amore, fede e famiglia si intrecciano fino a sferrare un attacco diretto all’ipocrisia del paese della libertà.