NOVITÀ IN LIBRERIA | 13 – 19 maggio 2024

Buon lunedì!

Spero che stiate bene e che vi siate goduti questo primo, vero weekend di sole e caldo (la pioggia di questa mattina, però, proprio non ce la meritiamo).

Se la febbre da Salone del Libro non ha scalfito la vostra voglia di nuovi libri, eccovi la consueta lista delle uscite imperdibili di questa settimana. Non voglio anticiparvi nulla, ma tenete d’occhio questi tre titoli: La donna che piangeva ai funerali di Wenyan Lu (Garzanti), la Biografia di X di Catherine Lacey (SUR) e il primo romanzo di Carlotta Vagnoli, Animali notturni (Einaudi). Sono certo che, come è successo a me, sapranno stuzzicare il vostro interesse.

Buona lettura!

LS

14 maggio

GARZANTI

Il romanzo d’esordio di Wenyan Lu, tra i libri più belli dell’anno per la stampa inglese. Originaria di Shangai, ha studiato Scrittura creativa a Cambridge e ha vinto il SI Leeds Literary Prize nel 2020.

In un piccolo villaggio della Cina settentrionale vive una donna che, certi giorni, indossa una lunga veste bianca, si incipria il viso e appunta con cura un fiore di stoffa tra i capelli. È quanto le serve per svolgere il proprio lavoro: piangere al funerale di perfetti sconosciuti. Entra nelle case in lutto, si accomoda su una sedia e comincia a singhiozzare. È talmente brava che tutti i presenti si commuovono alla vista delle sue lacrime. Pianto dopo pianto, però, avverte il desiderio di credere di nuovo in qualcosa, di essere amata, di avere un obiettivo: non le bastano più le lacrime finte. Vuole piangerne una sola, ma che sia sua davvero. Che le venga dal cuore.

EINAUDI

Il primo romanzo di Carlotta Vagnoli, autrice di Maledetta sfortuna. Vedere, riconoscere e rifiutare la violenza di genere (2021), Poverine. Come non si racconta il femminicidio (2021) e Memoria delle mie puttane allegre (2022).

«Un romanzo sintetico e acido, che è insieme denuncia e grido feroce».

Alla fine degli anni Zero, Milano è il centro dell’universo: appena cala il sole, una generazione intera si ritrova sottoterra a far festa fino all’alba. Sono anni di musica indie e serate leggendarie, di club con la selezione all’ingresso, di sbronze infinite e skinny jeans, di after quando fuori è già giorno e soprattutto di cocaina, tantissima cocaina. L’impero della notte è caotico e disperato, e proprio per questo non può durare. Quando G si getta nel vuoto dal sesto piano, è come se con lui venisse giù tutto quanto. Come se, dopo una lunga caduta, per gli animali notturni fosse arrivato il momento dell’atterraggio.

EINAUDI

Il nuovo romanzo di Andrea Vitali. Nato a Bellano, sul lago di Como, nel 1956, nella sua città ha svolto la professione di medico fino al 2008, quando ha deciso di dedicarsi interamente alla scrittura. I suoi romanzi sono tutti best seller. 

«La pianura è sorella del lago. Per questo ne ho subito il fascino ancor prima di conoscerla, quando leggevo i racconti di Guareschi».

Tra gli anni Venti e gli anni Sessanta del Novecento, la saga, senza eccessi, di un’inquieta famiglia lombarda. Una storia divertente e amara che infine, come una fiaba, apre il cuore alla speranza.

EINAUDI

La raccolta di racconti fantascientifici di Primo Levi (1919–1987), pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1971, a cinque anni di distanza dalle Storie naturali.

«I miei racconti sono un omaggio postumo ad alcuni autori che ho amato nell’adolescenza e dopo: Verne, Wells, lo Swift di Gulliver, Butler e altri…».

Chimico dagli interessi enciclopedici, con una particolare passione per la natura, gli animali, i linguaggi, il piacere della sperimentazione e della ricerca, Levi esplora le infinite possibilità combinatorie che la materia consente, ma non dimentica di cogliere le anomalie, le sfasature, i “vizi di forma” in cui si annida il germe di catastrofi piccole e grandi. La sua vena di narratore non è tuttavia apocalittica o disperata: al contrario, è mossa da una divertita curiosità per l’uomo. Le invenzioni della scienza e della tecnica aprono all’eterno gioco della commedia umana possibilità paradossali, assurde o esilaranti, che Levi narra con ironia e con fermezza di giudizio morale.

EINAUDI

Un libro per ricordare Giacomo Matteotti (1885–1924), a cent’anni dal suo assassinio. Contiene un discorso molto importante tenuto alla Camera dei Deputati il 31 gennaio 1921. Il modo migliore per ricordarlo, oggi, è presentare le sue idee e le due convinzioni.

«La democrazia anche migliore mostra tutte le sue infermità, anche le più piccole; la dittatura più nefanda nasconde al popolo anche le più gravi».

Questo discorso dà il titolo al libro, perché, mai come oggi, le sue parole meritano di essere sottolineate. Si tratta della prima analisi organica, non di carattere esclusivamente locale, attraverso la quale Matteotti denunciò il clima di violenza che si era instaurato in Italia. Arricchiscono il volume altri due testi che analizzano la violenza fascista da angolature diverse, per riflettere sulle sue dinamiche e sulla sua natura. Conclude il volume un acuto saggio del curatore, Davide Grippa, che contestualizza il rapporto tra Matteotti e la non violenza.

NERI POZZA

Il romanzo della scrittrice tedesca Jarka Kubsova, che racconta una storia di invidie, di pregiudizi, di persecuzione, e di fuoco, ispirata a una vicenda reale.

Amburgo, 1570. La terra lambita dall’Elba è una palude che solo il costante intervento dell’uomo riesce a contenere. Abelke Bleken, unica figlia di un ricco fattore, gestisce i suoi possedimenti con saggezza. È bella, dicono alcuni. È arrogante, dicono altri: tutta quella terra è troppa per lei sola. E il giorno in cui, grazie all’attento ascolto della natura, Abelke prevede l’arrivo di una tremenda inondazione – che causerà danni incommensurabili – la voce che nel villaggio si diffonde su di lei è soltanto una: strega. Basta poco perché l’invidia e il desiderio rendano le accuse concrete, condannandola al processo, alla tortura, al rogo.

ADELPHI

Il saggio dello scrittore francese di origine cecoslovacca Milan Kundera (1929–2023), scomparso nella sua casa di Parigi, dopo una lunga malattia, nel mese di luglio dell’anno scorso. Un ritratto della «capitale magica d’Europa» e della sua cultura, che è in realtà un affascinante autoritratto.

Tracciare il ritratto di Praga significa, per Kundera, riportare alla luce un’Atlantide inabissata, salvare una visione del mondo renitente a «identificarsi con la Storia» e a «cogliere nei suoi spettacoli serietà e senso». Ma noi lettori non potremo fare a meno, oggi, di riconoscere in quel ritratto, attraversato da un fremito di commossa nostalgia, un autoritratto, che rivela, meglio di qualunque saggio critico, la genealogia segreta da cui scaturisce l’opera di Kundera.

SELLERIO

Il libro di Gioacchino Lanza Tomasi (1934-2023), musicologo e scrittore, allievo e figlio adottivo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896–1957).

«Asciutto e fascinoso racconto critico. È il ritratto intimo della Palermo negli anni di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Ma è anche il romanzo di formazione di un giovane che arriverà a guardarsi nello specchio delle pagine scritte dal padre adottivo» Salvatore Silvano Nigro.

Poiché il principe che scrisse Il Gattopardo fu il creatore di un mito, di un modo di dire, di una concezione del mondo (gattopardesco, appunto), questo suo ritratto, che si allarga a una città vissuta e a una classe sociale al tramonto, cerca di introdurre nel suo modo di leggere i libri degli altri e di assimilarli a se stesso, nel suo modo di specchiare nelle proprie le altre immagini letterarie, nel suo modo di guardare con il massimo ingrandimento i meccanismi delle narrazioni.

LA NAVE DI TESEO

La novella del poeta e scrittore francese Gérard de Nerval (1808–1855) nella traduzione di Umberto Eco (1932–2016). Dopo averla letta all’età di vent’anni, Eco ne rimase folgorato, al punto che negli anni successivi la rese oggetto di corsi universitari, saggi e numerose citazioni, seguendo le ragioni di quella giovanile fascinazione fino a tradurla personalmente, con un ampio commento a corredo del testo.

«Ho letto il racconto in stato di assoluta innocenza, e ne sono stato sconvolto».

Pubblicato originariamente nel 1854, Sylvie è il più significativo e compiuto esempio dell’originalità creativa di Nerval. Letto e studiato da Proust, che in Contro Sainte-Beuve lo interpreta come espressione delle “misteriose leggi del pensiero”, racchiude tra le sue pagine un’alchimia di atmosfere sospese e stati d’animo impalpabili, che rimandano a una condizione di “mancanza” che anticipa l’approccio psicanalitico.

15 maggio

EDIZIONI SUR

Il romanzo della scrittrice statunitense Catherine Lacey, autrice di Nessuno scompare davvero (2014).

Alla morte dell’amatissima moglie – un’artista famosa ed elusiva che si nascondeva sotto lo pseudonimo di «X» – la vedova decide di ricostruirne il misterioso passato e scriverne la biografia definitiva: è questo il libro che leggiamo, in cui si delinea via via il ritratto di una provocatrice geniale e camaleontica, la cui vita si è intrecciata con quelle di David Bowie e Tom Waits, di Susan Sontag e Carla Lonzi… Un romanzo avvincente e fuori dal comune, un omaggio alla controcultura del secondo Novecento, una riflessione brillante sul rapporto fra arte e vita e sulla creazione della propria identità.

EDIZIONI CLICHY

Il romanzo, ispirato a una storia vera, dello scrittore francese Vincent Delecroix, autore di La scarpa sul tetto (2007) e La tomba di Achille (2008).

Nel novembre 2021 il naufragio di un barcone di migranti nel canale della Manica provoca la morte di ventisette persone. Tra di loro numerose donne e anche bambini. Nonostante i ripetuti appelli per chiedere aiuto, il posto di controllo, che raccoglie i richiami, non invia i soccorsi. Ispirato da questo terribile e purtroppo ormai abituale fatto di cronaca, il romanzo di Vincent Delecroix, opera di pura finzione, pone la questione del male e della responsabilità collettiva, immaginando la voce e i pensieri di un io narrante che è poi l’operatrice del posto di controllo che decide di far morire quelle persone e che, forse, fa essa stessa un personale naufragio in quella notte.

QUODLIBET

I saggi su Umberto Saba (1883–1957) del filologo, linguista e critico letterario Pier Vincenzo Mengaldo, autore di una memorabile antologia, più volte ristampata, sui Poeti italiani del Novecento (1978).

Il libro di Mengaldo non documenta soltanto la lunga fedeltà del critico nei confronti del poeta, ritratto anche – nel saggio più ampio della raccolta – nel contesto linguistico-letterario della sua Trieste. L’insieme degli interventi consente di riconoscere ora con più chiarezza il ruolo cruciale che Saba ricopre nella ricostruzione storica del Novecento poetico italiano: per un verso, nella ferma opposizione di Saba alla modernità, che l’autore ricava con nettezza dalla disamina delle scelte linguistiche; per l’altro, nel suo ricco e sottile dialogo con i contemporanei (Montale e Penna, in particolare) e con la grande letteratura europea primonovecentesca (Hofmannsthal, Joyce).

17 maggio

NERI POZZA

L’ultimo romanzo della scrittrice francese Claire Berest, autrice di Mikado (2011), Gabriële (2017) e Nulla è nero (2019).

«In un racconto che comincia dalla fine, Claire Berest descrive con precisione millimetrica il percorso che conduce un uomo all’irreparabile» Madame Figaro.

Una coppia perfetta, Étienne e Vive. Solida di una solidità costruita in dieci anni di convivenza. Étienne e Vive si amano. Fino a quando non si amano più. Fino a quando piccole cose ordinarie non assumono nuovi significati: ed ecco che il rancore che covava sotto le abitudini si accende fino a diventare una vampa incontrollabile, che precipita Étienne verso l’abisso di trentasette colpi di coltello. A separare la banalità del quotidiano dall’assurdità della tragedia, ci dice Claire Berest, è qualcosa di imprevisto, sottile quanto lo spessore di un capello.

NERI POZZA

Il romanzo d’esordio di Sabrina Quaranta, vincitrice della sezione giovani del Premio Neri Pozza. Un romanzo sull’inadeguatezza della memoria, una giostra di personaggi feriti in cerca di una impossibile assoluzione.

«Un’intensa indagine sulla memoria e sulla colpa, un romanzo capace di svelare come un certo grado di dimenticanza sia essenziale per sopravvivere al proprio passato» Francesca Diotallevi.

Lorenzo Meyer è sparito. Aveva ancora indosso i vestiti per la cerimonia del Voto – la tunica in velluto rosso, la cintura con lo spadino – ma dopo la messa di quella notte, la seconda domenica di ottobre del 1989, nessuno l’ha più visto. È una ricorrenza sentita in paese, il Voto, il rinnovo di una promessa antica alla Vergine, ma da allora è anche il ricordo del bambino scomparso, la celebrazione di una comunità in cui nulla potrebbe succedere, in cui nulla è mai successo. Che cosa accadde, e accade ancora, nei campi avvolti dalla nebbia, sui sentieri fra l’argine e la vecchia distilleria di menta?

UTOPIA EDITORE

Il romanzo di Can Xue, una delle maggiori voci della Cina contemporanea, che nel 2019 e nel 2021 è stata candidata all’International Booker Prize.

«Le sue storie fanno venire in mente Kafka, Calvino o Ishiguro, ma Can Xue possiede una voce davvero unica» The Independent.

Al limitare di una grande città, una strada di fango giallo è costellata di casupole in rovina. Dal cielo piove cenere nera, gli animali impazziscono e gli abitanti, che si conoscono tutti, dormono in continuazione per poi raccontare i propri sogni nei minimi particolari. Un giorno la vita della strada è sconvolta dall’arrivo di un’entità, Wang Ziguang, che forse è una persona, forse è un fuoco fatuo, ma prende a stimolare l’energia del posto. Al sorgere del sole, tutto marcisce. E se la catastrofe fosse alle porte?

NOTTETEMPO

Il romanzo della scrittrice ed editrice statunitense Lidia Yuknavitch, autrice di Il libro di Joan (2019), La cronologia dell’acqua (2022) e Lasciarsi cadere (2023).

Lidia Yuknavitch ha un’incredibile abilità nel catturare storie e figure ai margini: esseri umani vulnerabili divisi tra la durezza del quotidiano e il desiderio di trascendenza. L’impulso è un romanzo sorprendente sul corpo, lo spirito e la volontà di resistere all’oppressione. Come Laisvė, nuota tra memoria e utopia, attraverso il tempo e lo spazio, i corpi e gli ideali. Ha in sé «la forza dei sogni e dell’acqua», è «la prova che l’immaginazione è un posto reale» e la libertà esiste nel flusso dell’universo.

VOLAND

Il romanzo del pluripremiato scrittore di lingua svedese Theodor Kallifatides, nato in Grecia nel 1938 ed emigrato in Svezia, dove vive tuttora, negli anni Sessanta. Una meditazione sulla scrittura e sul posto di ognuno di noi in un mondo che cambia.

Un piccolo libro folgorante sulle migrazioni, geografiche e interiori, che segnano un’esistenza, una meditazione profonda e coinvolgente su come riscrivere sé stessi in un mondo che cambia. A settantasette anni lo scrittore protagonista, emigrato in Svezia all’età di ventisei, sente di aver perduto l’ispirazione. Sfinito dal suo ultimo romanzo, in rotta con le parole che sembrano non corrispondergli più, decide di ritirarsi e di vendere il suo amato studio nel centro di Stoccolma. Ma una volta in pensione fatica ad abituarsi alla nuova vita: rinunciare agli incontri nel tragitto verso la stazione, condividere il giornale mattutino con la moglie, inventarsi una nuova routine. E il pensiero della Grecia natia si fa sempre più insistente…

GIULIO PERRONE EDITORE

Il romanzo di Deborah D’Addetta che, come si evince dal titolo, è incentrato su un sentimento, quello della maleuforia: una fusione tra malinconia e sereno disincanto.

Maleuforia è un romanzo di formazione dai toni erotici e irriverenti, ambientato a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 a Napoli: protagonista è Raffaele, un ragazzo di tredici anni che non si riconosce nel proprio genere. La sua educazione sessuale e sentimentale avverrà in un bordello, dove resterà per qualche anno, subendo una trasformazione nel corpo e nello spirito, per poi essere accolto a casa di un uomo che gli farà da Pigmalione.