NOVITÀ IN LIBRERIA | 25 – 31 marzo 2024

Buon lunedì!

Ultima settimana di marzo, ultimi giorni per decidere cosa fare nelle vacanze di Pasqua, tra pranzi, grigliate, un giro alle Cinque Terre e gli immancabili pomeriggi sul divano. Per chi parte e per chi resta, per chi riposerà e per chi invece ne uscirà più stanco di prima, eccovi alcuni buoni libri che potranno accompagnarvi in questi giorni di festa.

Già da oggi troverete in libreria il nuovo romanzo di Joël Dicker (La nave di Teseo), lo scrittore svizzero, autore della fortunata trilogia di Harry Quebert. Da domani, invece, i nuovi romanzi di Daria Bignardi (Mondadori), Caterina Bonvicini (Einaudi) e Federica De Paolis (Feltrinelli), la pièce di Yasmina Reza (Adelphi) e una chicca: il primo romanzo di Ottessa Moshfegh (Feltrinelli), risalente al 2014 e finora inedito in Italia. Gli altri li trovate qui sotto, buona lettura!

LS

*la newsletter della prossima settimana verrà pubblicata, eccezionalmente, di martedì. Un po’ di vacanze anche per me 🙂

25 marzo

LA NAVE DI TESEO

Il nuovo romanzo dello scrittore svizzero Joël Dicker, autore della fortunata trilogia iniziata con La verità sul caso Harry Quebert (2012). Un thriller mozzafiato costruito attorno a un meccanismo di suspense perfetto.

2 luglio 2022, due ladri stanno per rapinare una importante gioielleria di Ginevra. Ma questo non sarà un colpo come tutti gli altri. Venti giorni prima, in un elegante sobborgo sulle rive del lago, Sophie Braun sta per festeggiare il suo quarantesimo compleanno. La vita le sorride, abita con il marito Arpad e i due figli in una magnifica villa al limitare del bosco. Sono entrambi ricchi, belli, felici. Ma il loro mondo idilliaco all’improvviso s’incrina, quando un uomo misterioso si presenta con un regalo che sconvolgerà la loro vita dorata.

26 marzo

EINAUDI

Il nuovo romanzo di Caterina Bonvicini, che racconta la storia vera di una famiglia nata in mare. Scrittrice di origini bolognesi, vive tra Roma e Milano e dal 2018 si occupa del Mediterraneo, imbarcandosi sulle navi ONG di Mediterranea, SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere.

«Si possono inventare dei legami famigliari seguendo l’istinto, il desiderio e l’immaginazione? Si può davvero aiutare qualcuno? Ma soprattutto: si può salvare chi non vuole essere salvato?».

A bordo delle navi Ong, Caterina scopre che il Mediterraneo ti sorprende sempre. È proprio durante un salvataggio al largo che compare Amy, una bambina di cinque anni: sorride, e porta un cappellino di strass che luccica sotto al faro di pattugliamento. È l’inizio di un amore impetuoso e accidentato. Del resto è sempre così difficile sapere qual è il nostro bene, figuriamoci quello degli altri.

EINAUDI

Il saggio del 2019 della scrittrice inglese Rachel Cusk, autrice della trilogia Outline (Resoconto,2014; Transiti, 2016 e Onori 2018) e del romanzo La seconda casa (2021), tutti pubblicati in Italia da Einaudi.

«Saggi taglienti e scintillanti come la sua narrativa» The New York Times. Raccolta di scritti letterari, culturali e in parte memoir, Coventry affronta temi diversissimi come le dinamiche familiari, le questioni di genere, l’opera di autori quali Natalia Ginzburg, D. H. Lawrence e Kazuo Ishiguro. Ne emerge un libro coraggioso, colto e di esemplare bellezza formale, che offre il meglio del pensiero di Rachel Cusk.

MONDADORI

Il romanzo del 2018 dello scrittore svedese Alex Schulman, autore del bestseller I sopravvissuti (2020), pubblicato in Italia da Mondadori.

Svezia, estate del 1932. Karin, una giovane donna di ventiquattro anni, si innamora follemente di Olof, un promettente scrittore. Ma c’è un ostacolo insormontabile: Karin è già sposata con Sven Stolpe, un autore di grandissima fama ma dal carattere crudele e autoritario. La sua relazione con Olof scuote le fondamenta della sua vita, portandola a confrontarsi con la decisione più difficile: lasciare il marito per inseguire una nuova vita con l’uomo che ama. Ottantasei anni dopo, lo scrittore Alex Schulman, nipote di Karin e Sven, intraprende un viaggio emotivo alla ricerca di risposte su questo legame intenso che ha influito così profondamente sul destino della sua famiglia.

MONDADORI

Il nuovo libro di Daria Bignardi, tra reportage narrativo e memoir, in cui racconta il suo viaggio nell’isolamento e nelle prigioni, vere e interiori. Una storia di libertà, ingiustizie, isole e isolamenti.

«Il carcere è come la giungla amazzonica, come un paese in guerra, un’isola remota, un luogo estremo dove la sopravvivenza è la priorità e i sentimenti primari sono nitidi».

«So come vanno le cose col carcere» scrive, «il carcere lo odiano tutti. Alcuni amano il carcere degli altri, per così dire»: parlarne è un gesto inevitabilmente politico, perché rivolgendo lo sguardo al carcere lo si rivolge al cuore della società. Daria Bignardi trent’anni fa è entrata per la prima volta in un carcere, e da allora le prigioni non ha mai smesso di frequentarle. Per scrivere di quel mondo si è ritirata per mesi su un’isola piccolissima: Linosa. Ma il carcere l’ha inseguita anche lì. E gli incontri e la vita sull’isola sono entrati in dialogo profondo con le storie viste e ascoltate in carcere.

FELTRINELLI

Il primo romanzo, pubblicato nel 2014 e finora inedito in Italia, di Ottessa Moshfegh, autrice di Il mio anno di riposo ed oblio (2018) e Lapvona (2022).

«Si legge come lo zampillo sfrontato che fuoriesce da una gola tagliata: immediato, viscerale, audace, spietato, violento e grottescamente bello…» Los Angeles Review of Books.

Salem, Massachusetts, 1851: McGlue è tenuto sotto chiave nella stiva di una nave, ancora troppo ubriaco per essere sicuro del proprio nome, della situazione e del proprio orientamento: potrebbe aver ucciso il suo migliore amico. La memoria intollerabile di ciò che è accaduto si accompagna ai suoi sprazzi di sobrietà.

FELTRINELLI

Il nuovo romanzo di Federica De Paolis, scrittrice e dialoghista, vincitrice del premio selezione Bancarella nel 2022 con Le distrazioni. Un rocambolesco, intimo, profondo romanzo autobiografico incentrato sulla figura della madre Paola.

Allegra ed entusiasta, oppure malinconica e afflitta. Bellissima e fragile, con lo sguardo appena velato da “certi pensieri soffocati”. Così Federica racconta sua madre, la “fantasmagorica mamma bionda” dai gesti istrionici, dal portamento elegante e disinvolto attraverso cui traspare, in filigrana, un’irrimediabile insicurezza. L’autrice scava nella memoria per comporre il ritratto tenero e disincantato di una donna tutta luci e ombre, e al tempo stesso un tagliente spaccato di famiglia incorniciato nell’ambiente borghese di Roma.

FELTRINELLI

Il romanzo dello scrittore inglese Evelyn Waugh (1903–1966), pubblicato nel 1945 e considerato il suo capolavoro. Nel 2005 il libro è stato incluso dalla rivista Time tra i 100 migliori romanzi in lingua inglese dal 1923.

Charles Ryder è studente a Oxford quando conosce Sebastian Flyte: eccentrico, sregolato, umorale, Sebastian è il secondo dei quattro figli di una famiglia nobile, i Marchmain. Poco interessato allo studio e insofferente a qualsiasi forma di vita regolare, elegge Charles a compagno di scorribande, trascinandolo con sé in folli giri in auto e nottate di bagordi. La consacrazione della loro amicizia coincide con l’invito da parte di Sebastian a trascorrere insieme un periodo di vacanza a Brideshead, la sontuosa quanto decadente dimora di campagna della sua famiglia. È qui che però nel rapporto tra i due giovani cominciano ad aprirsi le prime crepe.

SELLERIO

Il nuovo libro di Giorgio Fontana dedicato a Franz Kafka (1883–1924), nel centenario della sua morte. Fontana è autore di saggi e romanzi, tra cui Morte di un uomo felice (2014), Prima di noi (2020) e Il Mago di Riga (2022).

Questo libro scrupoloso e ricco di fonti non è un asettico testo di analisi: è l’urgenza di uno scrittore di dissezionare la propria esperienza di lettura e di senso; e di fare di tale esperienza, essendo l’autore un narratore egli stesso, qualcosa di concreto e coinvolgente per chiunque abbia letto Kafka, lo conosca o lo voglia conoscere. Un tentativo riuscito di saldare il debito culturale che la nostra epoca ha contratto con il grande praghese e il debito personale che lega Fontana a Kafka da sempre: camminando sulla linea che unisce il rigore filologico e lo slancio passionale, la critica letteraria e l’amore.

NERI POZZA

Il romanzo di Abraham Verghese, autore di Il patto dell’acqua (2023). Unʼavvincente saga familiare che si snoda attraverso cinque decenni tra India, Etiopia e America. Pubblicato negli Stati Uniti nel 2008, è stato bestseller del New York Times e ha venduto oltre 1,5 milioni di copie.

«Un romanzo alla Cormac McCarthy, in cui la morte e la vita, il luogo in cui si nasce e la grande Storia concorrono a costruire il racconto di una singola esistenza» Los Angeles Times.

Nel racconto di una terra in cui il mito sembra emergere naturalmente dal quotidiano e di una famiglia che condensa in sé l’intera esperienza umana, Verghese intreccia i fili della sua trama guidato dal desiderio «di mettere a nudo le anime, oltre che i corpi, dei personaggi» (The New York Times), e dà vita a una storia unica, immensa, indimenticabile.

ADELPHI

La più recente opera teatrale di Yasmina Reza, messa in scena al Théâtre de la Colline di Parigi nel settembre 2023. La pièce riprende a narrare le vicende dei coniugi Hutner, già protagonisti di un racconto inserito nella fortunata raccolta Felici i felici (2013).

Questa pièce «leggera e impalpabile co­me una meringa» (così l’ha definita un critico tea­trale del New York Times) ci fa ritrovare i coniugi Hutner – affranti e smarriti, ma risoluti a fare buon viso a catti­vo gioco – in visita alla clinica psichiatrica dove il figlio Jacob, che è fermamente convinto di essere Céline Dion, trascorre quel­lo che considera semplicemente un periodo di ri­poso in vista di una lunga tournée. Ad affiancarlo, Philippe, «un giovane studente che ha un pro­blema con la sua identità nera» (in realtà è bian­chissimo), e un’eccentrica psichiatra che sfreccia su e giù in monopattino, tiene conferenze volte a riabilitare le sorellastre di Cenerentola e tende ad assecondare – se non a incoraggiare – i deliri dei suoi pazienti.

27 marzo

IPERBOREA

Il romanzo d’esordio dello scrittore e sociologo brasiliano José Henrique Bortoluci. Un successo internazionale, già in corso di pubblicazione in dieci paesi.

«Il racconto di Bortoluci è un emozionate memoir familiare e insieme uno straordinario saggio sulla storia del Brasile recente. Un libro che trascina il lettore sulle strade di un paese infinito il cui destino riguarda tutti noi» Alberto Riva.

«Tanto lavoro e pochi soldi, non c’era tempo per disfare nessuna tela: in questa storia non ci sono Ulissi né Penelopi.» Una madre sarta che resta a casa con i figli, un padre camionista che deve lasciarli per settimane. È la famiglia di José Henrique Bortoluci, Telemaco brasiliano che si confronta con il padre Didi, viaggiatore di mestiere, per capirne il mondo e sciogliere l’enigma di un uomo che gli è sempre sfuggito.

EDIZIONI E/O

Il nuovo romanzo dello scrittore e drammaturgo francese Laurent Gaudé, che nel 2004 ha ricevuto il premio Goncourt per Le soleil des Scorta. Un noir ferocemente politico ambientato in un mondo immaginario ma non così lontano dalla realtà.

Dopo che la Grecia è stata comprata dalla multinazionale GoldTex e ridotta a una discarica, Zem Sparak, privato del suo paese, approda a Magnapoli, grande città divisa in tre zone, dove le zone 1 e 2 sono protette da un’immensa cupola di vetro, mentre la zona 3 è alla mercé delle piogge acide e dei cataclismi atmosferici.

EDIZIONI E/O

Il libro del giornalista di Repubblica Pietro Veronese. Un toccante racconto che esplora le vite delle persone che, in seguito al genocidio in Ruanda, hanno formato famiglie d’elezione per guarire e costruire un futuro insieme.

Trent’anni fa, nell’aprile-luglio 1994, si compiva in Ruanda il genocidio contro i Tutsi, costato un milione di morti. Fu il più grave crimine contro l’umanità della seconda metà del Novecento. I giovani scampati a quella catastrofe, rimasti senza nessuno, profondamente feriti nell’anima, formarono delle “famiglie d’elezione”, unendosi e nominando tra di loro un padre e una madre che assumessero nella loro vita quei ruoli perduti per sempre. Una di queste famiglie si è formata in Italia: trent’anni dopo, nove di loro hanno deciso di testimoniare in prima persona la propria storia, componendo un racconto corale di dolore, tragedia, ritorno alla vita, amore e speranza.

MARCOS Y MARCOS

Il nuovo romanzo di Usama Al Shahmani, scrittore di lingua tedesca originario di Baghdad, che dal 2002 vive in Svizzera, dove si è rifugiato anche a causa di una pièce teatrale che criticava aspramente il regime iracheno.

In Iraq la dittatura ha scompaginato ogni cosa, sconvolgendo anche la famiglia di Dafer. Costretto a lasciare il lavoro all’università per sfuggire agli scagnozzi di Saddam, Dafer ha commesso il “terribile crimine” di scrivere un’opera teatrale non allineata con il regime. Tra mille peripezie, attraversando Kurdistan e Turchia, riesce finalmente a rifugiarsi in Svizzera. Ottiene il permesso di soggiorno, trova lavoro, impara il tedesco. Ma ai genitori, della nuova vita non ha mai raccontato nulla, è sempre rimasto sul vago. Perché mai? Ha qualcosa da temere, da tacere?

QUODLIBET

Il libro che raccoglie, per la prima volta in versione italiana, i quattordici «drammi statici» di Fernando Pessoa (1888–1935), composti tra il 1913 e il 1934, dei quali solo Il marinaio (1915) fu pubblicato in vita dall’autore.

«Chiamo teatro statico quello in cui l’intreccio drammatico non costituisce azione – cioè in cui le figure non soltanto non agiscono, poiché non si muovono né parlano di muoversi, ma non possiedono nemmeno i sensi necessari per produrre un’azione; in cui non c’è conflitto, né perfetto intreccio. Si dirà che questo non è teatro. Credo che lo sia, perché credo che il teatro trascenda il teatro puramente dinamico e che l’essenziale del teatro sia, non l’azione, né la progressione e la continuità dell’azione, ma, in un’accezione più ampia, la rivelazione delle anime attraverso le parole scambiate o la creazione di situazioni».

29 marzo

NOTTETEMPO

Il romanzo di Fausta Cialente (1898–1994), pubblicato per la prima volta da Feltrinelli nell’aprile del 1961. Tra fiaba orientale e romanzo storico, descrive magistralmente la ricchezza e le contraddizioni del mondo levantino nel secondo dopoguerra.

Rimasta orfana, Daniela arriva in Egitto e viene affidata alla nonna Francesca, ex ballerina, donna passionale e controversa che, come tanti italiani ed europei, a fine Ottocento si era stabilita in Medio Oriente per cercare una vita migliore. Con la morte della nonna la ragazza è costretta a trasferirsi presso Livia e Matteo, una coppia anticonformista che la introduce a una nuova dimensione politica. Intanto la situazione internazionale comincia a precipitare, e le vicende di Daniela si intrecciano con quelle della Storia.

Ve ne ho parlato qui! Fausta Cialente, Ballata Levantina

FANDANGO LIBRI

Il romanzo del 2016 di Abbas Khider, poeta e scrittore tedesco originario di Baghdad, che negli anni Novanta fuggì in Europa dopo aver passato due anni nelle carceri irachene per motivi politici.

Alla disperata ricerca di qualcuno che ascolti la sua storia, il rifugiato iracheno Karim Mensy prende in ostaggio Frau Schulz, la funzionaria dell’Autorità per l’immigrazione che gli ha revocato il diritto d’asilo. Tra le nevi della Baviera e l’ostilità di una lingua mai sentita, Karim rivela cosa davvero lo ha portato a fuggire, la struggente nostalgia di casa, la paura di un mondo di cui non conosce i codici, l’innominabile segreto che gli impedisce di tornare. Un romanzo poetico, tragico e amaramente ironico, un viaggio nel sistema dell’accoglienza europea che sarete grati di non aver mai dovuto intraprendere.

NERI POZZA

Il nuovo libro del giornalista e scrittore milanese Paolo Pagani. Con lo stesso titolo ha realizzato per Chora Media un podcast filosofico in 60 episodi da 7 minuti l’uno, giunto al terzo posto nella classifica degli ascolti in Italia. 

«In fondo, la vera materia della Storia, quel che la costituisce, è pur sempre la geografia». È su questo assunto che Paolo Pagani dà inizio al suo viaggio sulle tracce di Walter Benjamin, filosofo inafferrabile, randagio per vocazione prima ancora che per necessità, intellettuale raffinatissimo e poliedrico, capace di interessarsi a «una costellazione di temi solo in apparenza inconciliabili: il messianismo teologico, i giocattoli, i romanzi gialli, l’arte, il dramma barocco tedesco, la radio, la fotografia, i nuovi media, le esperienze allucinogene con gli stupefacenti, le città e i loro misteri nascosti benché eloquenti».