NOVITÀ IN LIBRERIA | 15 – 21 gennaio 2024

Buon lunedì!

La glaciale e nebbiosa settimana di metà gennaio che si apre oggi è, per nostra fortuna, abbastanza ricca di nuove uscite editoriali, a partire dal saggio di Vanessa Roghi sulla Grammatica della fantasia di Gianni Rodari, edito da Sellerio. A seguire, i nuovi romanzi di Michele Orti Manara (Giulio Perrone Editore), Federica Manzon (Feltrinelli), Susanna Bissoli (Einaudi) e Laura Pugno (Marsilio) e l’esordio letterario di Raffaele Cataldo (Accento Edizioni). Per la narrativa straniera, qualche novità (vedi Crisalide di Anna Metcalfe, NN Editore) e molti romanzi dal passato (Ingeborg Bachmann per Adelphi e Michael McDowell per Neri Pozza). Per finire, una vera curiosità: il libro sulla storia del naso, di Caro Verbeek (Il Saggiatore).

Buona lettura!

LS

16 gennaio

FELTRINELLI

Il nuovo romanzo di Federica Manzon, autrice di Come si dice addio (2008), Di fama e di sventura (2011), La nostalgia degli altri (2017) e Il bosco del confine (2020). In copertina, illustrazione di Andrea Serio.

Tre giorni dura il ritorno a Trieste di Alma, che dalla città è fuggita per rifarsi una vita lontano, e ora è tornata per raccogliere l’imprevista eredità di suo padre. Un uomo senza radici che odiava il culto del passato e i suoi lasciti, un padre pieno di fascino ma sfuggente, che andava e veniva al di là del confine, senza che si potesse sapere che lavoro facesse là nell’isola, all’ombra del maresciallo Tito “occhi di vipera”. I tre giorni culminanti con la Pasqua ortodossa diventano lo spartiacque tra ciò che è stato e non potrà più tornare – l’infanzia, la libertà, la Jugoslavia del padre, l’aria seducente respirata all’ombra del confine – e quello che sarà.

«Federica Manzon scrive un romanzo dove l’identità, la memoria e la Storia – personale, familiare, dei Paesi – si cercano e si sfuggono continuamente, facendo di Trieste un punto di vista da cui guardare i nostri difficili tentativi di capire chi siamo e dov’è la nostra casa».

SELLERIO

Il libro dello scrittore e poeta cileno Alejandro Zambra. Un diario della paternità, una «lettera al figlio» in cui la realtà e la pura finzione convivono in una strana armonia.

Un giorno un padre vede nascere il suo bambino; quell’uomo, a sua volta, è un figlio che ripensa al proprio padre, tra avventure, disavventure, gioia e sgomento. L’arrivo di un figlio non solo modifica il presente e il futuro, ma scuote anche le nostre idee sul passato, e accanto ai sentimenti che emergono nel formarsi di una famiglia, la scoperta dell’amore filiale, la paura costante che accompagna ogni gesto e ogni pensiero, tutto questo diventa nella voce di Alejandro Zambra un’opera spericolata e commovente.

«Come spettatori che hanno perso i primi minuti del film ma rimangono allo spettacolo successivo per capire la trama, dimentichiamo proprio la parte dell’infanzia che poi osserviamo nei nostri figli; sono loro a ricordarci quello che abbiamo dimenticato».

SELLERIO

Il saggio di Vanessa Roghi su Gianni Rodari (1920–1980) e la sua Grammatica della fantasia, l’unico volume teorico dello scrittore e pedagogista piemontese, pubblicato per la prima volta da Einaudi nel 1973.

È da una pagina del poeta Novalis – ricostruisce Vanessa Roghi in questa storia intellettuale (e sentimentale) di un libro rivoluzionario e del suo autore, e particolarmente della didattica dell’inventiva che ne è scaturita – che venne a Rodari l’idea della Grammatica della fantasia. Maestro di scuola, scrittore, poeta, utopista e creatore di una pedagogia poetica «per il mondo urbano e non per un’arcadia rurale che non esiste»: i capitoli su di lui di questo saggio lo ritraggono sullo sfondo delle profonde trasformazioni della società del dopoguerra e, soprattutto, nell’ottica delle grandi energie e speranze sprigionate dall’attivismo nella pedagogia internazionale.

«Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo» Gianni Rodari.

NERI POZZA

Il romanzo del dello scrittore e sceneggiatore statunitense Michael McDowell (1950–1999), autore della saga di Blackwater.

Anno di Grazia 1882. New York festeggia il nuovo anno tra opulenza e miseria. Dalla sua dimora di Gramercy Park, il cinico giudice James Stallworth, affiancato dal figlio e dal genero, lancia la sua crociata: ripulire il famigerato Triangolo Nero, quartiere di bettole, bordelli, fumerie d’oppio e botteghe di ricettatori, su cui regna la feroce Black Lena Shanks col suo clan di donne versate nelle arti della crudeltà. Ma la sete di potere degli Stallworth dovrà misurarsi con la furia vendicatrice di Black Lena. Con Gli aghi d’oro, Neri Pozza prosegue con la pubblicazione dei capolavori dell’autore di culto.

«Accattivante, terrificante e assolutamente geniale… Chi ha letto gli altri libri di Michael McDowell amerà anche Gli aghi d’oro. È profondamente gratificante lasciarsi trasportare da un romanziere all’apice delle sue capacità» Stephen King.

NERI POZZA

Il romanzo di Francesco Pala, vincitore della sesta edizione del Premio Neri Pozza.

Un gruppo di comunisti delusi da Stalin rapisce la salma di Lenin e fonda la Repubblica popolare di Leninesia sulla base del saggio, filosofico ed esoterico, Itinerarium mentis in Lenin.

«L’ultimo viaggio di Lenin si legge come un romanzo d’avventura. È una storia colta e ironica, anche, e in fondo parla del desiderio che abbiamo tutti: quello di vivere in un mondo perfetto» Andrea Tarabbia.

EINAUDI

Il nuovo romanzo di Susanna Bissoli – il primo pubblicato per Einaudi – che affronta il tema della malattia e del dolore.

Si può sopravvivere alla scarica di un fulmine: le tracce magari sembrano minime, ma nel profondo si cambia per sempre. I protagonisti di questo romanzo sono proprio dei folgorati: da quando li ha attraversati la morte, la vita è diventata una cosa imprevedibile. Una figlia volubile e spinosa, un padre burbero, con la lingua sciolta e la gamba cancara. Sono malati tutti e due, bisticciano e si rincorrono, si aiutano più ridendo che piangendo. In un susseguirsi di dialoghi intensi, esilaranti, veri, questo libro ci racconta la forza testarda della famiglia, lo slancio incontenibile verso la fuga, la vulnerabilità e il dolore, il peso di certe eredità e la scrittura non come scelta ma come un fiume che scorre sotto i piedi.

«Penso che sono sopravvissuta e che forse dovrei cominciare a farmene qualcosa, di questa vita che avanza».

FAZI EDITORE

Il romanzo del 2021 della scrittrice tedesca Judith Hermann.

Capolavoro della grande scrittrice tedesca Judith Hermann, A casa è il racconto di una rinascita che parte da un luogo remoto, una tabula rasa che consente alla protagonista di mettersi a fuoco e sperimentare la libertà da donna matura non relegata al ruolo di madre e moglie; un romanzo armonioso, in cui una prosa superba tiene insieme tutte le fila e trascina con sé il lettore riuscendo a cogliere la sostanza impalpabile di un’atmosfera, uno stato d’animo, un incontro.

«A casa non è il romanzo della stagione, ma di una generazione» Rheinische Post.

LONGANESI

Il romanzo d’esordio di Francesca Mautino. «Una commedia noir emozionante e divertente».

Valentina Bronti è un’investigatrice sui generis: mamma di tre gemelle che si chiamano Carlotta, Emilia e Anna, come le sorelle Brontë, fatica a conciliarsi con la maternità ed è triste perché la storia d’amore con Mario, giornalista e padre delle bimbe, è finita. Così si appassiona a un cold case nella sua Torino e si improvvisa detective. Francesca Mautino è una nuova penna da scoprire.

IL SAGGIATORE

«Un percorso fra botanica e poesia, lingua e floricoltura, attorno al rapporto tra umano e natura» di Guido Davico Bonino.

I giardini popolano da sempre l’immaginario degli scrittori: che si tratti del paradiso terrestre evocato da Dante nel Purgatorio, o del parchetto nel palazzo di Armida descritto da Tasso nella Gerusalemme liberata, o di quello in cui lo Jacopo Ortis di Foscolo sente esplodere l’amore per Teresa, tra quei prati e quelle fronde di carta generazioni diverse di lettori hanno trovato di volta in volta ristoro, sussulti, godimento. Guido Davico Bonino ci accompagna lungo sette secoli di opere per farci apprezzare l’evoluzione e i cambiamenti avvenuti nei nostri incontri con questi spazi di natura «addomesticata». Perché come il giardino può proteggerci dal caos che ci circonda e regalarci fiori di rara bellezza, così i libri hanno il potere di offrirci un riparo e custodire gemme preziose; sta a noi volerle scoprire.

MARSILIO

Il romanzo della scrittrice danese Katrine Engberg, ultimo capitolo della serie che vede protagonisti i detective Jeppe Kørner e Anette Werner.

Con un clamoroso colpo di scena, Katrine Engberg chiude la sua prima serie, definita da Oprah Winfrey «un’appassionante novità nel pantheon del giallo nordico». Protagonista dei quattro episodi è una Copenaghen molto nera e tutta da scoprire, popolata di personaggi indimenticabili e inquietanti storie poliziesche, che racchiudono anche momenti di grande umorismo, calore e umanità.

«Al largo del Mar Baltico il rifugio perfetto per un delitto perfetto».

MARSILIO

Il nuovo libro della scrittrice e poetessa Laura Pugno. «Un libro prismatico, che può essere cose diverse a seconda dell’occhio di guarda, un contenitore di tante vite e microbiomi narrativi e analitici».

Noi senza mondo è avventura interiore di un’anima collettiva, riflessione su cosa significhi scrivere e su quale sia il senso della poesia – il mondo è vocale, canta –, sull’importanza della lettura, della memoria, e pure della dimenticanza. Con una scrittura frammentata, mai sentimentale, sempre esatta e sempre passionale, Laura Pugno ci accompagna in un universo di metamorfosi che è l’unico nel quale dovremmo accettare di vivere. Non è un memoir, e non è una ricostruzione autobiografica: è un’avventura che dopo aver mosso lo spirito, muove pure il corpo.

«Se mai abbiamo pensato il mondo vuoto, un mondo in cui siamo soli e perduti, non è questo».

17 gennaio

ACCENTO EDIZIONI

Il romanzo d’esordio di Raffaele Cataldo.

Di me non sai racconta una relazione vissuta in modo opposto, incompatibile, la cui natura si disvela al lettore solo con lo scorrere del romanzo. Alternando i punti di vista dei due protagonisti in capitoli brevi, a volte brevissimi, Raffaele Cataldo mostra il disallineamento dei sentimenti e le conseguenze dolorose che può avere, la lentezza delle estati calde pugliesi, e gli amori ossessivi (presenti e assenti) che come i semi d’avena infestante si attaccano a capelli, scarpe e vestiti.

BOMPIANI

Il nuovo romanzo di Andrea Piva, autore di Apocalisse da camera (2006) e L’animale notturno (2017).

Questo romanzo è un viaggio dentro la psiche umana, le sue sofferenze ma anche le sue possibilità di apertura, condivisione, generazione di nuovi universi. È un romanzo sociale che, nel raccontare la desacralizzazione della vita contemporanea, mette in scena la nostra commedia umana con irresistibile umorismo. Ed è una grande storia d’amore: quello di Boccia e Renata ma anche quello che ciascuno di noi può riscoprire per sé stesso e per i propri fantasmi, decidendo di aprirsi a un nuovo sentimento del tempo e dell’identità. Gli antichi greci intraprendevano il viaggio a Eleusi per essere iniziati ai misteri di Demetra, Persefone e Ade: i protagonisti di Andrea Piva portano fino a noi le ultime schegge della luminosa forza sprigionata da quei riti di morte e di rinascita.

BOMPIANI

I racconti di Jay McInerney, scrittore e sceneggiatore statunitense, allievo di Raymond Carver e enfant prodige della letteratura americana degli anni Ottanta con il suo romanzo d’esordio Bright Lights, Big City (1984).

Accanto al familiare mondo dell’autore affollato di droghe, celebrità e battute affilate, in questi dieci racconti il lettore troverà un’umanità sorprendentemente varia che sembra agli antipodi del sogno americano. Una prostituta transessuale riceve una avance imprevista dal proprio padre; un senatore del Congresso mette a repentaglio la sua carriera per le troppe infedeltà coniugali; due giovani innamorati trascorrono insieme il Natale sotto l’effetto di sostanze psicotrope molto differenti. E poi medici tossicomani, fumatori incalliti, coppie in crisi e uomini abbandonati dall’amante. Storie che hanno in comune una costante: irrequieti o in lotta, insoddisfatti e comici, i personaggi di McInerney sono colti nel momento in cui le vecchie e rassicuranti certezze non esistono più e nessuno di loro può dirsi sicuro del posto che occupa nel mondo.

19 gennaio

GIULIO PERRONE EDITORE

La nuova raccolta di racconti di Michele Orti Manara, che torna su temi a lui cari: il segreto, l’inquietudine per ciò che dovrebbe essere familiare, il male esperito nell’età dell’innocenza.

La cassiera di un cinema ossessionata da un doloroso ricordo d’infanzia; l’intimità nascosta tra un cantante rap e il padre; due pappagalli testimoni di una crisi coniugale; una babysitter che nasconde un segreto scomodo; un giovane perseguitato da un’inquietante avventura infantile. I protagonisti dei racconti di Michele Orti Manara sono complessi e variegati, in ognuno di essi si cela un segreto aberrante, una fragilità velata o un desiderio represso. La realtà è intrisa di traumi, ferite e autoinganni, gli ambienti sfumati, quasi impercepibili intorno alle vite narrate. Attraverso la più cruda realtà o la più paradossale fantasia, queste storie ci trasportano nella mente di persone qualsiasi, simili a noi, e a contatto con i loro drammi e le loro incongruenze. La solitudine e la disperazione dell’animo umano porta ognuno dei protagonisti a trovare dei modi – o mondi – alternativi, per sopravvivere.

ADELPHI

Il romanzo incompiuto di Ingeborg Bachmann (1926–1973), che nelle intenzioni era parte della trilogia Todesarten (Cause di morte) iniziata con Malina (1971).

«Questo è un libro che parla di un delitto… tenta di far conoscere, di ricercare qualcosa che non è scomparso dal mondo. Oggi è soltanto infinitamente più difficile commettere delitti, ecco perché questi delitti sono tanto sublimi che quasi non riusciamo ad accorgercene e a comprenderli, benché vengano commessi ogni giorno nel nostro ambiente, tra i nostri vicini di casa».

NN EDITORE

Il romanzo d’esordio di Anna Metcalfe. «La storia di una donna che decide di sfidare lo sguardo degli altri, di ridursi all’essenziale e di trasformarsi in una musa ispiratrice, come una dea guerriera scolpita nella pietra». 

Una donna decide di tagliare tutti i ponti con l’esterno. Si allena intensamente, diventa forte e potente, e a poco a poco scompare dal mondo: si mostra solo attraverso i social, con video silenziosi che in breve tempo diventano virali e che ispirano i suoi follower a sparire a loro volta. Tre persone che l’hanno conosciuta e amata senza capirla raccontano la sua storia. Con uno stile asciutto e poetico, Anna Metcalfe parla di passioni domate e di equilibrio ritrovato, di potere e autosufficienza, e della provocatoria libertà di sottrarsi a tutto, una metamorfosi energica e profonda capace di svelare potere e bellezza.

«Interrogandosi su femminilità, aspettative e social media, Crisalide solleva questioni fondamentali sulla nostra società» Lit Hub.

MINIMUM FAX

Il romanzo del 1991 di William T. Vollmann, una delle figure di spicco della letteratura americana degli ultimi trent’anni.

Jimmy è un reduce della guerra del Vietnam, da cui è tornato ferito nell’anima prima ancora che nel corpo. Vaga per il Tenderloin, il quartiere più degradato di una San Francisco ormai lontana dal sogno hippie, soggiorna in pensioni equivoche e frequenta tossici e senzatetto. Ha un solo, folle obiettivo: attraverso i racconti e le testimonianze delle puttane, che paga grazie al sussidio dell’esercito, vuole ritrovare Gloria, la bellissima prostituta della quale si è innamorato e che ha perduto. O forse ricrearla: perché non è facile capire se Gloria esista davvero, da qualche parte nel mondo, o sia il parto di una mente che ha perso ogni certezza e che sprofonda ogni giorno di più nel delirio.

IL SAGGIATORE

Il libro sulla storia del naso di Caro Verbeek, curatrice, storica dell’arte e ricercatrice olandese specializzata in Storia culturale dei sensi. «Un viaggio alla scoperta dell’elemento più imbarazzante, prominente ma soprattutto rivelatore dei nostri volti».

Caro Verbeek racconta il nostro rapporto millenario con la parte che più di ogni altra sta – letteralmente – sotto ai nostri occhi, e le molteplici maniere che abbiamo inventato per raffigurarla, connotarla, esaltarla o metterla in ridicolo: dal naso aquilino di Cleopatra, esagerato nelle rappresentazioni per emulare quello dei potenti sovrani maschi, a quello storto di Michelangelo, conseguenza di un pugno ben assestato e causa della sua ossessione estetica per i nasi fini; dall’asportazione del ponte nasale di Federico da Montefeltro alla gobba di Napoleone, fino al naso «impossibile» di Barbie, ancora oggi un ideale raggiungibile solo ricorrendo alla chirurgia plastica.