NOVITÀ IN LIBRERIA | 4 – 10 dicembre 2023

Buongiorno a tutti e buon lunedì!

La settimana che si apre oggi è scarna di novità editoriali: i libri in uscita sono veramente pochissimi – la maggior parte delle case editrici ha già sospeso le pubblicazioni e dato appuntamento ai lettori al prossimo gennaio. Per nostra fortuna, qualche sorpresa per il mese di dicembre c’è, eccome.

Ve ne svelo tre: 1) La nave di Teseo riporta in libreria Melancholia di Jon Fosse: lo scrittore norvegese riceverà il Premio Nobel per la Letteratura il prossimo 10 dicembre, nella cerimonia ufficiale che si svolgerà a Stoccolma. 2) Treccani presenta Il libro dell’anno 2023, che riassume tutti gli eventi salienti nella cultura e nell’arte, in politica e in economia, nella scienza e nella tecnologia accaduti quest’anno. 3) Neri Pozza propone un cofanetto da collezione, contenente tutti e sei i romanzi della saga di Blackwater di Michael McDowell (le copertine sono stupende).

Gli altri ve li lascio scoprire da soli, buona lettura!

LS

5 dicembre

LA NAVE DI TESEO

Il romanzo di Jon Fosse, pubblicato inizialmente in due volumi (1995 e 1996), qui riuniti e ripubblicati da La nave di Teseo in occasione della cerimonia di consegna all’autore del Premio Nobel per la Letteratura 2023, prevista per il prossimo 10 dicembre.

«For his innovative plays and prose which give voice to the unsayable» The Swedish Academy.

1853. Il giovane pittore Lars Hertervig, allievo all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, è un’anima irrequieta, divisa tra l’insicurezza verso il suo talento e l’amore per Helene Winckelmann, la figlia della sua padrona di casa. L’ossessione di Lars per Helene, accesa da furiosi deliri sessuali, diventa così strabordante da costringere la famiglia della ragazza ad allontanarlo dalla stanza in cui alloggia. Senza più un posto dove andare, Hertervig passa il tempo in un locale, tra gli scherni dei suoi raffinati compagni di corso, mentre fa la posta all’appartamento dei Winckelmann dove cerca disperatamente di essere riammesso. Un limbo che, inesorabilmente, lo conduce alla follia, in un labirinto della mente a cui soltanto la sorella maggiore, Oline, può avere accesso. 1991. Uno scrittore trentenne, Vidme, resta affascinato da un quadro di Hertevig e vuole raccontarlo in un romanzo. Ma i tormenti di quel pittore attraversano i secoli e arrivano sulla pagina di Vidme, che dovrà combattere, per scrivere il libro, anche contro i propri fantasmi.

LA NAVE DI TESEO

Tre favole della tradizione letteraria italiana selezionate e rinnovate dalla regista, drammaturga e attrice teatrale Emma Dante, corredate dalle splendide illustrazioni di Maria Cristina Costa.

Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile è, fin dalla sua pubblicazione nel 1634, una delle colonne portanti della letteratura popolare italiana. Le cinquanta favole che formano il libro sono state ispirazione di moltissimi lavori successivi: fiabe, racconti, romanzi e film hanno fatto sì che la fama e l’interesse per quest’opera non cessassero mai. Emma Dante lavora da tempo sul testo di Basile per i suoi spettacoli teatrali, e da questo suo interesse nasce La festa dei morti, tre novelle tra le più belle – La scortecata, Pupo di zucchero e Re Chicchinella – rilette, tradotte e reinterpretate da una grande autrice in grado di renderle accessibili a tutti, salvaguardando la forza e l’irriverenza del linguaggio originale ma aggiornandolo ai nostri tempi., con il suo segno caratteristico, il suo amore per le storie e per i dettagli, danno a questi racconti un’ulteriore dimensione e un fascino che le rende indimenticabili.

CASA EDITRICE ALTANO

Il romanzo dello scrittore e politico turco Hüseyin Rahmi Gürpınar (1864–1944), per la prima volta tradotto e pubblicato in Italia dalla Casa Editrice Altano, specializzata in letteratura turca.

Nel contesto devastante dell’epidemia di influenza spagnola che flagella il mondo, Istanbul è sconvolta da incendi devastanti e diffusi focolai della malattia. Questa terribile epidemia non fa discriminazioni, colpendo tanto le abitazioni umili quanto i sontuosi palazzi dei ricchi, lasciando inevitabilmente dietro di sé un tragico bilancio di vittime. Nel caos generato dalla paura e dalle credenze superstiziose, alcuni approfittatori cercano di stabilire un ordine basato su pretese di santità al fine di trarne vantaggio personale. Attraverso questo romanzo, Hüseyin Rahmi Gürpınar esplora le contraddizioni di un’epoca turbolenta, svelando gli aspetti più oscuri e controversi della società del suo tempo. Il lettore viene trascinato in un’avvincente storia ricca di mistero, in cui l’autore dipinge un quadro di una Istanbul dilaniata dalle tragedie e dalle tensioni sociali.

TRECCANI

Il libro dell’anno di Treccani, che presenta e approfondisce gli eventi salienti del 2023 nella cultura e nell’arte, in politica e in economia, nella scienza e nella tecnologia, in Italia e nel mondo.

Tante sono le novità di questa edizione. A partire in primo luogo dal cambio di Direzione scientifica, affidata da quest’anno all’esperienza di Marcello Sorgi, già Direttore del TG 1 e del quotidiano La Stampa di cui è tuttora editorialista, e dal coinvolgimento di molti nuovi e prestigiosi collaboratori. Importante è anche il nuovo progetto grafico che trasforma ogni mese in un magazine con una propria copertina, un colore distintivo, tanti approfondimenti firmati, ‘fotonotizie’ di grande impatto visivo.

POLIDORO EDITORE

Il romanzo dell’antropologa, scrittrice e editor messicana Alaíde Ventura Medina.

Album di famiglia ci porta dentro vite deterioriate dall’impossibilità di comunicare e di incontrare l’altro, dove il silenzio stesso può trasformarsi in una forma di violenza. In questo crudo racconto, con grande maestria, Ventura Medina ritrae ed espone la violenza machista all’interno della famiglia, una violenza che spesso è normalizzata, che non finisce con le botte e i maltrattamenti, ma rimane attaccata alla vita come ceppi alle caviglie, con conseguenze durature e spesso fatali. Raccontare di queste ferite è forse il miglior balsamo per ricordarle e forse sanarle: perché siamo i nostri ricordi, un caleidoscopio con più crepe che colori.

«Alcune fotografie, una coppia di fratelli e la violenza patriarcale che percorre, sinistra e silenziosa, i muri di una casa e i confini di un paese» Cristina Rivera Garza.

NERI POZZA

Il romanzo d’esordio (2022) della scrittrice, giornalista ed ex CSI officer inglese Tina Orr Munro. L’autrice ha già pubblicato il secondo capitolo della serie, intitolato Slaughter House Farm (maggio 2023) e il terzo è previsto per novembre 2024.

Nessuno sa far parlare la scena di un crimine meglio di Ally Dymond, nessuno meglio di lei sa riavvolgere il nastro degli ultimi istanti di una vita: il suo lavoro è cercare le prove, che sono indiscutibili, non mentono mai. Diversamente dalle persone.

«An impressive start in an exciting new series» The Sun.

NERI POZZA

Tutti e sei i romanzi della saga di Blackwater di Michael McDowell (1950–1999), in un unico cofanetto da collezione.

1919. Le acque nere e minacciose del fiume sommergono la cittadina di Perdido, nel sud dell’Alabama. I ricchissimi Caskey, proprietari di boschi e segherie, devono fronteggiare il disastro provocato dalla furia degli elementi. Ma il clan, capeggiato dalla potente matriarca Mary-Love e dal figlio Oscar, dovrà fare i conti anche con un’apparizione sconvolgente. Dalle viscere della citta sommersa compare Elinor Dammert, capelli di rame e bellezza magnetica, con un passato misterioso e un oscuro disegno: insinuarsi dentro il cuore dei Caskey. Per quattro decadi, la famiglia si sviluppa e si trasforma come un organismo vivente. Alcuni affrontano la morte, altri raccolgono la vita: tra riavvicinamenti inattesi, rancori sordi, separazioni inevitabili e lotte feroci giungerà infine il tempo delle profezie.

6 dicembre

EDIZIONI E/O

Il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1968, dello scrittore, giornalista e drammaturgo ungherese György G. Kardos (1918–1985). Un grande romanzo storico che racconta la storia delle origini della Palestina moderna e del conflitto israelo-palestinese.

A un conflitto così drammatico e complesso come quello tra ebrei e arabi in Palestina possiamo forse avvicinarci meglio attraverso un romanzo. Ci sono cose che si capiscono più attraverso la storia di un uomo, i suoi sogni, le sue delusioni, le amicizie, le nostalgie, la descrizione della sua casa, della sua terra, di una torrida estate in cui, nel giro di pochi giorni, vengono al pettine i nodi intrecciati nel corso di una vita densa e avventurosa. 

La storia tragica, multiforme, della colonizzazione della Palestina e della fondazione d’Israele non cessa di stupirci, soprattutto quando, come in questo romanzo, ci viene raccontata con obiettività, passione e attraverso la concretezza di personaggi dalle psicologie ben delineate.

8 dicembre

AGENZIA X

L’esordio narrativo del poeta, scrittore e performer olandese Joost Oomen. «Una prosa psichedelica, in cui l’eco delle sue poesie risuona unica e inconfondibile».

Ci sono racconti in cui gli oggetti sono più importanti dei personaggi che ne fanno uso. Cade il sole parla del viaggio che un ragazzo e una ragazza, un occhio e un polso decidono di compiere pur di restare insieme. La novella trae ispirazione da due oggetti realmente esistiti: l’occhio di vetro sopravvissuto al raid in cui fu ucciso il terrorista Mokhtar Belmokhtar, e il polso di un autotrasportatore, ritrovato dopo la devastante esplosione che distrusse il camping Los Alfaques, in Spagna. Nella poetica dell’autore olandese occhio e polso sono oggetti senzienti ed esprimono tutta la loro solitudine, in una sorta di conversazione a distanza, malinconica e surreale.

«Giocoso e surreale, come se Pippi Calzelunghe avesse assunto una dose abbondante di MDMA» De Volkskrant.

PASSIGLI

Le riflessioni su Joyce dello scrittore e drammaturgo austriaco naturalizzato statunitense Hermann Broch (1886–1951).

Il 2 febbraio del 1922, quarantesimo compleanno di James Joyce, l’amica libraia e editrice Sylvia Beach (fondatrice della storica libreria parigina Shakespeare and Company) gli consegnava le prime copie di Ulysses, il romanzo che lo aveva tenuto impegnato per diversi anni e che aveva incontrato non poche tribolazioni per essere pubblicato, a causa della censura. Questo romanzo fu in qualche modo concepito fin da subito come uno spartiacque nella narrativa contemporanea, e tra i primi a rendersene conto fu lo scrittore austriaco Hermann Broch, che dieci anni più tardi, in occasione del cinquantesimo compleanno del grande scrittore irlandese, gli dedicò una conferenza che divenne poi nel 1936, opportunamente integrata, il saggio James Joyce e il presente.

«Il suo omaggio a Joyce è in realtà una profonda e potenzialmente innovativa riflessione sul proprio percorso […] le sue riflessioni sull’Ulisse sottolineano una serie di prospettive al centro della sua stessa poetica: l’idea di letteratura in generale come strumento gnoseologico in grado di riconnettere un universo frammentato e il concetto di totalità che sembra essere il fine ultimo della creazione artistica, grazie a cui l’arte diventa specchio dello spirito universale di un’epoca» dalla prefazione di Luigi Forte.

IL SAGGIATORE

Il testo-confessione di Witold Gombrowicz (1904–1969), uno dei più grandi scrittori polacchi del Novecento, di cui Il Saggiatore ha già pubblicato diversi romanzi e racconti – tra cui Ferdydurke (1938), Bacacay (1957), Pornografia (1960) e Cosmo (1965).

Nel 1968, pochi mesi prima di morire, Witold Gombrowicz incontra lo scrittore e editore Dominique de Roux per intrattenere con lui un dialogo ragionato attorno alle proprie opere. Ciò cui Gombrowicz dà vita una volta a tu per tu con de Roux è però qualcosa di molto diverso dall’ordinato scambio tra due intellettuali. Il suo si rivelerà infatti un monologo torrenziale in cui si mescolano autobiografia e letteratura, arte e politica, i libri scritti e quelli amati, il privato e le riflessioni sulla società: un «autoritratto d’artista», ma anche una summa della propria esistenza e della propria poetica. Il suo Testamento.

Un’opera che ci permette di entrare nelle profondità del mondo interiore dell’autore polacco, comprenderne i modelli, le insicurezze e le ossessioni; guardare nello specchio della sua vita per provare a trattenere la sua immagine sfuggente.

IL SAGGIATORE

Il libro del 1994 del filologo, storico e antropologo Piero Camporesi (1926–1997).

Il palazzo e il cantimbanco è il ritratto lucido e curioso che Piero Camporesi ci offre della vita e delle opere del cantastorie Giulio Cesare Croce, il padre delle avventure di Bertoldo e Marcolfa. Un viaggio attorno a una figura poco nota che è soprattutto un’immersione in un’epoca e un’Italia lontane e misteriose.

Queste pagine rappresentano l’incontro faccia a faccia con un letterato anomalo, che da un’umile origine – figlio di fabbri e fabbro a sua volta – raggiunse con la sua penna le dame e i principi più raffinati rimanendo sempre in bilico tra l’alta poesia e l’intrattenimento più crasso, tra l’arte e il mestiere, tra il palazzo e l’osteria.

IL PALINDROMO

Il libro della collage maker genovese Francesca Sacco, che racchiude 23 collages dedicati alla città di Roma – e si aggiunge ai tre già pubblicati dalla casa editrice Il Palindromo (Genova, Palermo e Torino).

Roma. Collage letterario della città è un libro-contenitore, uno strumento per ricomporre e decodificare le varie anime che hanno reso Roma un luogo d’incanto e d’ispirazione per scrittori e artisti di ogni epoca. Accostamenti sorprendenti e scorci immaginifici restituiscono la vera essenza caleidoscopica della città, altrimenti inafferrabile. All’interno 23 schede estraibili e una cartolina-segnalibro con i collage realizzati da Francesca Sacco abbinati a brani letterari evocativi che hanno la città capitolina per protagonista.

«La notte, a Roma, par di sentire ruggire leoni. Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole nere e i colli lontani, nell’ombra qua e là scintillante. Non ho mai capito che cosa producesse quel rumore. Forse invisibili officine, o motori di automobili sulle salite? O forse il suono nasce, più che da un fatto presente, dal fondo profondo della memoria, quando fra il Tevere e i boschi, sulle pendici solitarie, si aggiravano le belve, e le lupe allattavano ancora i fanciulli abbandonati?» Carlo Levi.