NOVITÀ IN LIBRERIA | 11 – 17 dicembre 2023

Buon lunedì!

Siete pronti a leggere l’ultima newsletter del 2023?

Questa settimana i libri in uscita sono veramente pochi, dovremo aspettare l’anno nuovo per avere novità più succose. Tra i libri che ho selezionato, vi segnalo in particolare l’ultimo romanzo di Roberto Pazzi (lo scrittore e giornalista scomparso lo scorso 2 dicembre), Alice nel Paese delle Meraviglie tradotto da Carlo Prosperi e illustrato da Sergio, e due pubblicazioni che abbracciano il mondo della musica: la rivista Pantagruel dedicata a Franco Battiato (La nave di Teseo) e il libro dedicato a Maria Callas di Politi Seganfreddo Edizioni.

Buona lettura, ci rivediamo a gennaio!

LS

12 dicembre

LA NAVE DI TESEO

L’ultimo romanzo dello scrittore, poeta e giornalista Roberto Pazzi (1946–2023), scomparso lo scorso 2 dicembre.

L’autoritratto che Roberto Pazzi tratteggia, senza nulla concedere al microautobiografismo, mette in scena la possessione visionaria che lo ha ispirato in molti dei suoi romanzi di successo, dove la carne e la sua ombra s’inseguono e si compenetrano, fra sogno e memoria, finzione e realtà.

Un maturo scrittore si sveglia una mattina in uno stato di grande confusione, non ricorda più chi sia. Incomincia così a confondere i personaggi dei suoi numerosi libri già pubblicati e di quelli che medita di scrivere, con le persone che ha più amato nella sua esistenza. Re Ludwig II, Lucifero e san Francesco d’Assisi si mescolano con la sorella Emilia, il padre, l’amatissimo amico Sandro. La “doppia vista”, proiettando la sua ambiguità su invenzioni letterarie e affetti privati, gli farà temere di essere in procinto di concludere la sua avventura terrestre, minacciata da una grave malattia, finita e pure aperta come quelle dei suoi personaggi di carta. Sarà una fra le più belle di queste figure, un’imperatrice romana del tardo impero, a venirgli in soccorso, aiutandolo a conciliare vissuto e immaginato, presente e passato.

LA NAVE DI TESEO

Il secondo numero di Pantagruel, la rivista aperiodica de La nave di Teseo, dedicato a Franco Battiato (1945–2021). Con un testo inedito del grande cantautore.

«Assaliti dalla notizia che Franco non sarebbe più stato con noi e presi da un senso di impotenza e rabbia, ci siamo chiesti che fare. Nulla si poteva fare, nulla c’era da fare, naturalmente. Questo numero di Pantagruel nasce in quelle ore e cela appena il senso di una cosmica impotenza, sotto le spoglie di un preteso omaggio. Omaggio di cui Franco non ha certo bisogno, e che serve – come ogni omaggio post mortem – più a chi lo fa che a chi ne è oggetto. […] Abbiamo chiesto una testimonianza ad amici di Franco Battiato, ma anche a persone che Franco Battiato non lo hanno mai frequentato, cercando di uscire il più possibile dal mondo della musica, dove forse era più facile (ma non è detto) trovare riscontri. L’auspicio – almeno nelle intenzioni – era quello di cogliere in che punto, e come, l’arte di Franco Battiato avesse toccato la vita di un altro artista e, magari, l’avesse cambiata, per sempre.  Così era nelle nostre intenzioni. Poi la vita si è occupata di tessere trame per sabotare le intenzioni, che in parte rimangono rispettate e in parte si arricchiscono, contraddicendosi. Ma una rivista vive anche di queste contraddizioni e, anzi, è giusto che le assecondi» dall’introduzione di Elisabetta Sgarbi e Eugenio Lio.

14 dicembre

CLIQUOT

Il romanzo di Alba de Céspedes (1911–1997), pubblicato nel 1955 e mai più ristampato dagli anni Settanta. Prefazione di Nadia Terranova.

Prima e dopo è un intimo racconto su cosa significasse essere una donna intraprendente ed emancipata nell’Italia del Boom: e ciò che più colpisce è il renderci conto di come la riflessione di fondo, per quanto mutato sia il contesto, appaia ancora prepotentemente attuale.

Irene, giovane donna del Dopoguerra che, rifiutando l’agiatezza borghese preordinata che non lascia spazio all’autorealizzazione, insegue il sogno di una vitaindipendente, comprende tutto ciò quando la sua giovane domestica Erminia decide di tornare dalla vecchia padrona, un’arida nobildonna che la tratta da sguattera ma che, così facendo, le riconosce un ruolo chiaro nella società. E da questo evento in apparenza banale Irene si rimette completamente in discussione; tutto quanto, il lavoro, i rapporti sociali, nonché la sua storia d’amore con Pietro, giunge a un punto di svolta cruciale.

15 dicembre

VOLAND

Il romanzo del 2005 dello scrittore, poeta e performer ucraino Serhij Žadan.

Un viaggio sentimentale, lucido e dissacrante, attraverso l’Ucraina orientale, sospesa tra la caduta dell’URSS e lo scoppio della Rivoluzione arancione del 2004, un racconto di formazione sull’essere scrittore e uomo, scandito da un ritmo ubriacante.

Il romanticismo della rivoluzione anarchica di Nestor Machno del 1918, l’infanzia felice in una Unione Sovietica “privata”, il passaggio dal comunismo al capitalismo, politica e antipolitica, treni e autostop, amore e nostalgia: tutto si aggroviglia nella prosa punk di un romanzo quasi autobiografia che ci trasporta nei paesaggi della memoria di Žadan, vividissimi eppure forse ormai perduti.

FORUM EDITRICE

Tre racconti, quasi sconosciuti al pubblico italiano, dei due scrittori praghesi più celebri al mondo, – che in comune hanno non solo il luogo, ma anche l’anno di nascita: Un enigma psichiatrico e Alcuni rapporti del detective Jandák (nome in codice Třebízský) di Jaroslav Hašek (1883–1923) e Descrizione di una lotta di Franz Kafka (1883–1924). Traduzione di Annalisa Cosentino e Marco Rispoli, fotografie di Danilo De Marco.

Ambientati nella ‘grande epoca’ in cui Hašek e Kafka vivevano, che conflagra con il tramonto della monarchia asburgica, i testi evocano, in uno stile l’uno ironico e umoristico, l’altro teso e metafisico, luoghi e smarrimenti vicini. I personaggi dei due grandi autori – distanti per formazione, poetica e attitudine stilistica – condividono un’assoluta impossibilità di comunicare; anche i puntuali riferimenti alla topografia della capitale boema finiscono per far avvertire ancora più forte la sensazione di un «mal di mare in terraferma».

LA NAVE DI TESEO

Il celebre romanzo di Lewis Carroll (1832–1898) in una nuova traduzione di Carlo Prosperi, condotta sull’edizione integrale. L’edizione è arricchita dai disegni di Sergio, maestro dell’illustrazione italiana.

Chi volesse inseguire sul prato un coniglio col panciotto che corre frettoloso guardando il suo orologio da taschino, come sceglie di fare Alice in un tranquillo pomeriggio di sole, dovrebbe quantomeno aspettarsi qualche sorpresa. Come finire sottoterra in un mondo dove non valgono più le regole a cui siamo abituati. E qui diventare, all’occorrenza, grandi come una casa o alti trenta centimetri. O, ancora, giocare a croquet con un fenicottero come mazza e ballare la quadriglia con le aragoste, guardarsi dalle cattive compagnie e tenersi alla larga dalla Regina di Cuori, e dalla sua passione per mozzare le teste altrui. La storia di Alice – una ragazzina curiosa che attraversa la porta di un mondo fantastico e svela con il suo sguardo le follie degli adulti – ha conquistato i lettori di ogni età e di ogni epoca con i suoi paradossi e le invenzioni del suo autore.

NERI POZZA

Il romanzo di Stefano Amato, vincitore del Premio Neri Pozza 2021 nella Sezione Giovani.

«Era ormai solo una questione di giorni e i turchi sarebbero arrivati davanti alle mura di Krujë, già presidiate notte e giorno: i cannoni erano già carichi e posizionati sulle torrette delle mura e sui bastioni del castello, assieme ai balestrieri e agli spadaccini. All’alba del 14 maggio le campane della vecchia torre cominciarono a suonare all’impazzata, le guardie correvano per le vie di Krujë urlando a squarciagola: “I turchi, i turchi, svegliatevi, arrivano i turchi!”».

Stefano Amato si misura con il mito fondativo del Paese delle Aquile, narrando del principe Skanderbeg che guidò la ribellione contro il gigante ottomano, in un romanzo storico che riporta in vita un’epoca di eroi: un omaggio alla tradizione e all’orgoglio del popolo albanese.

DONZELLI EDITORE

Il libro che raccoglie i diari di Katherine Mansfield (1888–1923): vent’anni di pensieri, memorie, bozze di racconti, visioni, di una delle più grandi scrittrici che il mondo abbia avuto. A cura di Sara De Simone.

«La vita, insieme agli altri, si sfoca, ma quando sono sola è incredibilmente preziosa, meravigliosa. Il dettaglio della vita: la vita della vita».

Se i racconti di Katherine Mansfield sono tra i più letti e amati della storia della letteratura, le sue scritture private restano ancora in buona parte sconosciute. Eppure, come nota Sara De Simone nel saggio introduttivo a questa raccolta, i diari di Mansfield rappresentano una via d’accesso privilegiata al suo universo umano e narrativo: leggerli significa «venire a contatto con la materia incandescente che sostiene e illumina tutta la sua opera» […] La selezione delle pagine più significative dei diari, accompagnate da brevi introduzioni narrative volte a raccontarne il contesto, fa emergere il ritratto autentico e in movimento di una donna e di un’artista capace di sottrarsi ai luoghi comuni del proprio tempo, di scegliere la propria strada e seguirla con coraggio, interrogandosi senza sosta e senza timore sul mondo e sull’umano.

PASSIGLI

Due racconti dello scrittore molisano Francesco Jovine (1902–1950), pubblicati per la prima volta nel 1948 e ambientati a Roma, sua città d’elezione.

In Tutti i miei peccati, il racconto che dà il titolo al volume, Nicoletta Rostagno, giovane donna “sedotta e abbandonata”, si confessa a un prete per mezzo di una lunga lettera che scava nelle profondità di una psicologia intrisa di un dolente narcisismo; mentre nel secondo racconto, Uno che si salva, il giovane maestro Siro Baghini, recatosi a Roma per laurearsi e per “vivere”, vede giorno dopo giorno le sue speranze sgretolarsi, perduto fra le attenzioni delle donne della famiglia che lo ospita e il gioco d’azzardo. Ancora una volta, Jovine si conferma narratore di estrema finezza; e la distanza dalle opere più note è solo apparente, perché anche la provincia in Jovine, come ha scritto Arnaldo Bocelli, era soprattutto «metafora o mito di una condizione umana» che ritroviamo anche qui, tra questi disillusi protagonisti.

MARSILIO

Il romanzo del 1909 dello scrittore giapponese Tayama Katai (1871–1930).

Tayama Katai ripercorre la traiettoria di un vinto basandosi sui diari di un giovane realmente esistito. Con il potente ritratto dei sogni e degli ideali di un’intera generazione, questo libro costituisce un documento storico-letterario, ma anche un’originalissima riflessione sulla modernità all’interno delle comunità rurali.

Nel Giappone di inizio Novecento, Hayashi Seizo è un giovane istruito, ambizioso e pieno di aspirazioni. Come molti suoi simili trova nell’arte, nell’amicizia e nell’amore romantico il collante identitario di un’intera generazione. Ma Seizo è anche povero e, a differenza dei suoi compagni che si trasferiscono a Tokyo per studiare, è costretto a rimanere nella provincia di Saitama, nella piana del Kanto. Qui, nello spazio ibrido della periferia rurale di un paese in via di industrializzazione, tra pratiche di vita moderne e costumi tradizionali, accetta con scarsa convinzione un posto da maestro nella scuola elementare di un piccolo villaggio. Deluso progressivamente dall’amore e dall’amicizia, frustrato nei suoi propositi di affermazione sociale e di ambizione artistica, Seizo sembra poco alla volta accettare la propria sorte. Ma proprio quando ciò avviene la tragedia lo colpisce, negli stessi giorni in cui il Giappone esulta per le vittorie della guerra russo-giapponese del 1904.

MARSILIO

Il libro che raccoglie i contributi del convegno organizzato dal Centro Studi Pasolini di Casarsa della Delizia, a chiusura delle celebrazioni del centenario del poeta. A cura di Maura Locantore.

È il contatto diretto con la realtà, lo scavalcare la limitatezza, l’inadeguatezza, la corruzione del linguaggio, che genera la pasoliniana contaminazione di sempre nuovi codici espressivi, che trova senso e continuità in un bisogno di autenticità, in un desiderio spasmodico di conquistare una dimensione di verità integrale: un’urgenza atavica, fanciullesca, al tempo stesso sacra e narcisistica, il cui adempimento Pasolini sente continuamente minacciato. Dalla matrice esistenziale e dalla vocazione sperimentale della sua produzione, è invalsa la tendenza di leggere tutta l’opera di Pasolini come un unicum, in cui si declinano, in varie forme, le sfaccettature di alcune ossessioni, e di guardare alla parabola pasoliniana come una sola, vasta azione di militanza, che si snoda nell’impegno civile e che prolifera nel flusso di idee e di affetti radicati nella biografia.

POLITI SEGANFREDDO

La raccolta di lettere, ricette e fotografie di Maria Callas (1923–1977) provenienti dall’archivio My Private Callas – una delle più importanti collezioni al mondo a lei dedicate, che lo scorso giugno era in mostra a Milano, a Palazzo Durini. Prefazione di Simone Marchetti.

«Io t’ho sempre amato, adorato e perdonato, perché quando si vuole bene non si può accusare. Io ti ho adorato sempre e oggi posso gridare a tutti che il mio cuore non ha sbagliato e sono fiera tanto di te! Tante volte mi dicevano tante cose, che meglio non pensarci. Ma io ho tenuto duro. È facile quando si ama. È una scusa dire che si tiene duro. Oggi tutti hanno la maggior prova del nostro sublime amore, e lo avranno da dire ed ammirare sempre!» da una lettera al marito Giovanni Battista Meneghini.

Entrare nel mondo di Maria Callas attraverso questi documenti inediti, vuol dire osservare il suo universo da un punto di vista privilegiato: il suo dietro le quinte, da dove si può scorgere un’artista il cui fascino trascende il palcoscenico e si svela in tutta la sua umanità. Maria Callas svela così la sua anima appassionata e complessa, un’icona che ha lottato, sofferto ed è stata acclamata in tutto il mondo.

POLITI SEGANFREDDO

Il libro dello storico dell’arte, critico e curatore Achille Bonito Oliva, che contiene i saggi sulla Transavanguardia Italiana e Internazionale e altri scritti apparsi su Flash Art tra il 1979 e il 1992. Prefazione di Andrea Viliani.

«La Transavanguardia ha risposto in termini contestuali alla catastrofe generalizzata della storia e della cultura, aprendosi verso una posizione di superamento del puro materialismo di tecniche e nuovi materiali e approdando al recupero dell’inattualità della pittura, intesa come capacità di restituire al processo creativo il carattere di un intenso erotismo, lo spessore di un’immagine che non si priva del piacere della rappresentazione e della narrazione».

FONDAZIONE MONDADORI

Il primo volume de Il Gaddus, la rivista di Fondazione Mondadori dedicata a Carlo Emilio Gadda (1893–1973).

Il Gaddus, rivista annuale di testi e studi gaddiani, si articola in sette sezioni – Nu cuòfeno ’e carte. Testi e documenti, Studi (imperfetti), Commenti giudiziosi, Oltre confine, Opinanti editi, Margini di Gadda, Verbose delizie – ed è completata da una Bibliografia gaddiana. La dirigono Mariarosa Bricchi, Paola Italia, Giorgio Pinotti e Claudio Vela.