NOVITÀ IN LIBRERIA | 27 novembre – 3 dicembre 2023

Buongiorno a tutti e buon lunedì!

L’ultima settimana di novembre è ricchissima di novità, a cominciare da un libro davvero stupendo (che bramo da qualche giorno, da quando l’ho visto sui social di Electa): Arbasino A-Z, l’ottavo volume della collana Enciclopedie (il settimo, dedicato a Calvino, è uscito a ottobre), a cura di Andrea Cortellessa, con contributi di 34 autori. A seguire, i nuovi romanzi di Donatella di Pietrantonio e Paolo Genovese; i reportage dall’America di Oriana Fallaci (Rizzoli) e Georges Simenon (Adelphi); lo sguardo femminista sulla letteratura di Jennifer Tamas (Marietti 1820) e alcuni celebri ritorni dal passato: Il vecchio e i fanciulli di Grazia Deledda (rispolverato da Utopia Editore) e la raccolta Vecchio Bloomsbury di Virginia Woolf (Passigli).

Buona lettura!

LS

28 novembre

ELECTA

Alberto Arbasino è l’ottavo protagonista della collana Enciclopedie di Electa, dopo Savinio, Rodari, Steinberg, Woolf, Cocteau, Scialoja e Calvino. A cura di Andrea Cortellessa, con contributi di 34 autori tra cui Marco Belpoliti, Antonio Gnoli, Raffaele Manica, Anna Ottani Cavina, Jacopo Pellegrini, Luca Scarlini e Walter Siti.

Nella sua opera, quantitativamente sterminata, Arbasino si è posto il compito ciclopico di archiviare la “Memoria del Mondo”. Per questo, ha spiegato l’autore, gli toccava riscrivere periodicamente i suoi libri, anche (se non soprattutto) quelli più riusciti (come l’incantevole L’Anonimo lombardo, uscito una prima volta nel 1959, e l’epocale Fratelli d’Italia, pubblicato nel 1963; ma anche i mirabili libri di viaggio come quello negli Stati Uniti, macroscopicamente proliferato in America amore). Riscrivere era il modo per aggiornare ogni volta i suoi giudizi sulle “cose viste”.

EINAUDI

Il nuovo romanzo di Donatella Di Pietrantonio, autrice di L’Arminuta (2017) e Borgo Sud (2020).

Non esiste un’età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c’è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire. Per questo Lucia, che una notte di trent’anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c’erano tutti. I pastori dell’Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c’erano più.

Con la sua scrittura scabra, vibratile e profonda, capace di farci sentire il peso di un’occhiata e il suono di una domanda senza risposta, Donatella Di Pietrantonio tocca in questo romanzo una tensione tutta nuova.

EINAUDI

Il nuovo romanzo del regista, sceneggiatore e scrittore Paolo Genovese – il quarto dopo Tutta colpa di Freud (2014), Il primo giorno della mia vita (2018) e Supereroi (2020).

Tre famiglie, che per anni si sono sfiorate nelle strade di Milano senza conoscersi, trascorrono le loro esistenze fra rancori, bugie e momenti di felicità finché un incontro imprevisto non stravolge tutto. Allora il caos prende il sopravvento sul fragile equilibrio che le regge e rischia di spazzarle via.

«Ecco il problema dei segreti: ti costringono a dei comportamenti che non vorresti mai avere».

EINAUDI

Il romanzo dello scrittore ceco Jiří Weil (1900–1959), pubblicato postumo nel 1960 e finora inedito in Italia. L’autore, di origine ebraica, sopravvisse all’Olocausto simulando il suicidio nel fiume Moldava e poi vivendo nascosto.

In questo romanzo corale ambientato nella Praga occupata dai tedeschi ironia e tragedia si intrecciano con uno stile originalissimo, apprezzato da Philip Roth che considerava Weil un grandissimo scrittore. L’episodio che dà il titolo al libro è quello in cui Heydrich ordina di rimuovere la statua di Mendelssohn dal tetto del Conservatorio. Ma l’impiegato del Comune, aspirante SS, non sa la storia della musica e pensa di buttar giù la statua col naso più grosso. Che è Wagner…

«Nei romanzi comparivano i gangster o i pistoleri del Far West, e anche loro si ubriacavano e si mettevano a sparare alla gente, ma si trovava sempre uno sceriffo che poi li toglieva di mezzo».

EINAUDI

Il romanzo della scrittrice canadese Louise Penny, nuovo capitolo della fortunata serie avente come protagonista l’ispettore capo Armand Gamache.

La primavera è arrivata a Three Pines con la sua vitalità e le sue promesse. Ma insieme a essa, nel tranquillo villaggio tra i boschi, compaiono due estranei dal passato doloroso, e una lettera che racconta un oscuro, antico segreto.

A Three Pines l’inizio della bella stagione è un’occasione per celebrare la vita. E mentre il piccolo paese canadese si prepara a godersi un momento di festa, Armand Gamache e Jean-Guy Beauvoir sono allertati dalla comparsa di due ragazzi, fratello e sorella, la cui madre era stata uccisa brutalmente molti anni prima. Inoltre, una lettera vergata con mano tremante conduce gli abitanti di Three Pines a un tesoro nascosto: sopra a una libreria viene scoperta una stanza segreta, murata da decenni, che custodisce una collezione di antichità e curiosità senza uguali. Ben presto, però, Gamache capisce che non si tratta di una semplice raccolta di strani oggetti, e che nulla vi si trova per caso. Quello che ha davanti è un messaggio. E una minaccia, che sarà suo dovere provare a sventare.

MARSILIO

Il romanzo dello scrittore ucraino Dovid Bergelson (1884–1952); pubblicato per la prima volta nel 1913, è uno dei grandi capolavori della letteratura di lingua yiddish.

All’inizio del Novecento, la bella Mirele Hurvitz vive in uno shtetl dell’Europa orientale. Anche se intorno a lei tutto sta cambiando, le sue giornate scorrono monotone: la vita di provincia, opprimente e restrittiva, è una costrizione intollerabile da cui sogna di fuggire, pensando di poter stare meglio altrove. E così si lascia corteggiare da uomini perdutamente innamorati, illudendosi che siano in grado di indicarle la strada e dare un senso alla sua esistenza. Ma agli occhi di Mirele aspirazioni e realtà non coincidono, e l’interruzione sistematica delle sue relazioni è inevitabile. Mentre la borghesia ebraico-russa attraversa un vertiginoso momento di passaggio, lei continua indifferente a interrogarsi su quando cominci “la vita vera”, incapace di trovare consolazione nel passato come pure di immaginare un futuro. È una donna in rivolta, intelligente e istruita, malinconica, sensibile, che si dibatte fra memoria e progresso.

Erede di una storia al tramonto, Mirele è – al pari di Madame Bovary e Anna Karenina – un’eroina incantevole, spigolosa, affascinante che ha segnato in modo indelebile la letteratura moderna.

MARSILIO

Il mistero del canto delle sirene nelle parole dei più grandi autori, da Omero a Ingeborg Bachmann. Di Elisabetta Moro, scrittrice, giornalista e professore ordinario di Antropologia culturale all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa.

Cantano, suonano, incantano, piangono, ammutoliscono. Le sirene, figlie del mito e guardiane del mistero, sono predestinate a svolgere un ruolo emblematico nella storia dell’umanità. Presidiano la soglia tra luce e ombra, tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il loro corpo ibrido è come un geroglifico che tiene insieme l’umano e l’animale in una endiadi di perturbante bellezza.

Da oltre tremila anni le incantatrici interrogano la testa e il cuore dell’Occidente. Omero le ha trasformate in un mito immortale raccontando il loro incontro fatale con Ulisse. Ovidio ne ha descritto la metamorfosi originaria. Friedrich de la Motte Fouqué ha ammantato di inquietudine le loro vicende terrene. Hans Christian Andersen ha portato il lettore dalla loro parte fino all’immedesimazione. Gérard de Nerval e Matilde Serao hanno celebratole glorie di una delle sirene omeriche, Partenope, la mitica fondatrice di Napoli. Franz Kafka le immagina come mute e dispettose eroine antiborghesi. James Joyce le innesta come ultime vibranti epicuree nel flusso di coscienza dell’Occidente. Ingeborg Bachmann invoca la loro furia distruttiva per vendicarsi di chi le ha spezzato il cuore. A legare tutte queste variazioni sul mito sirenico sono il potere allucinatorio della voce e l’abissale mistero del canto.

RIZZOLI

I reportage degli anni formidabili vissuti da Oriana Fallaci (1929–2006) tra Roma, Milano, New York e Los Angeles. Un libro sul suo lavoro, che smaschera le contraddizioni della società americana, in bilico tra moralismo ed emancipazione, dove «il whisky si beve a casa, quando non vede nessuno».

Sono gli anni in cui gli occhi del mondo inseguono i nuovi miti di celluloide, da James Dean a Yul Brynner, da Ava Gardner a Ingrid Bergman, ma solo lei riesce a descrivere la disperata umanità di questi divi fatti apposta per essere adorati. Con sguardo disincantato e l’inconfondibile stile caustico e irriverente della sua penna, Miss Fallaci, come l’apostrofava Orson Welles, a differenza di altri suoi colleghi, «sa nascondere la giornalista più agguerrita sotto la più ingannevole delle maschere femminili».

«Ho portato a Hollywood una valigia di spaghetti per Sofia Loren. Glieli ho portati da Roma, me li aveva dati sua madre, e credo che pochi avvenimenti abbiano eccitato in queste ultime settimane il frivolo sobborgo di Los Angeles quanto la notizia che una giornalista italiana aveva portato gli spaghetti a Sofia».

ADELPHI

Il diario di viaggio di Georges Simenon (1903–1989) attraverso gli Stati Uniti, riproposto oggi da Adelphi nella sua Piccola Biblioteca in edizione illustrata con 20 fotografie in bianco e nero.

Nell’ottobre del 1945 Georges Simenon sbarca a New York, ansioso di lasciarsi alle spalle le turbo­lenze degli anni di guerra, le accuse di collabora­zionismo e le minacce di epurazione. Con la mo­glie Tigy e il figlio Marc si stabilisce in Canada, nel Nouveau-­Brunswick – ma è agli Stati Uniti che guar­da. E, per conoscere meglio il paese dove comince­rà una nuova vita, parte al volante di una Chevro­let per un viaggio di cinquemila chilometri, che dal Maine lo porterà sino a Sarasota, sul Golfo del Messico. 

FELTRINELLI

L’ultimo libro di Alejandro Jodorowsky (classe 1929!), scrittore, regista e maestro di tarocchi cileno naturalizzato francese, fondatore nel 1962, insieme a Fernando Arrabal e Roland Topor, del movimento di teatro Panico.

Cos’è la psicomagia? Quali sono le sue leggi fondamentali? Che differenza c’è con la psicoanalisi? Che ruolo hanno i tarocchi? Alejandro Jodorowsky riprende e approfondisce gli strumenti principali della sua metodologia terapeutica, e ne illustra la pratica con la corrispondenza che intrattiene con le persone che hanno realizzato gli atti psicomagici ricevuti da lui, dove viene raccontato l’atto, le difficoltà incontrate nello svolgerlo, come si sono sentite durante e al termine del suo compimento.

NERI POZZA

Il terzo romanzo della scrittrice inglese Laura Sheperd-Robinson, autrice di Blood & Sugar (2019) e Daughters of night (2021).

Costruito come una scatola cinese, tra rompicapi ed enigmi da risolvere, Il Quadrato dei Sette si snoda in una vertiginosa storia di eredità contese, morti sospette e misteri familiari, confermando il talento dell’autrice di Figlie della notte.

«Una trama intricata ed epica. Una lettura appagante e intelligente» The Times.

«Omicidi, inganni e una lotta all’ultimo sangue in cima a una scogliera fanno correre questo romanzo verso un finale imprevedibile» The Washington Post.

LA NAVE DI TESEO

Il libro della scrittrice e editor canadese Nita Prose, seguito del suo primo romanzo La cameriera (2022), bestseller del New York Times che ha venduto quasi due milioni di copie ed è in corso di pubblicazione in 35 paesi.

Molly Gray non è una cameriera qualsiasi. Grazie al talento per la pulizia e ai modi impeccabili, è riuscita a scalare i ranghi del Regency Grand, un lussuoso hotel cinque stelle, fino a diventarne la governante. Proprio quando la sua vita sembra perfetta, uno degli ospiti dell’albergo, J.D. Grimthorpe, autore di gialli di fama internazionale, cade stecchito sul pavimento della sala da tè. La detective Stark indaga sulla morte improvvisa dello scrittore e non ci mette molto a scoprire che si tratta di un crudele assassinio. Mentre il caso minaccia la reputazione del Regency Grand, Molly capisce di essere l’unica in grado di scoprire l’assassino, ma per farlo dovrà riaprire una porta chiusa nel suo passato […] Con l’intero hotel sotto indagine, Molly deve risolvere il mistero più in fretta possibile: se c’è una cosa che ha imparato, è che i segreti non restano nascosti per sempre.

«A volte il destino ha uno strano modo di restituire a una persona quello che si merita».

FAZI EDITORE

Il secondo romanzo di Stephanie Wrobel, autrice del bestseller Cara Rose Gold (2020).

Dalla penna affilata di Stephanie Wrobel, autrice acclamata a livello internazionale, un noir psicologico che lascerà i lettori senza fiato: la tragica storia di due sorelle finite in qualcosa più grande di loro – una intrappolata nelle grinfie di una setta, l’altra nella rete delle sue stesse bugie –, sullo sfondo oscuro dell’America di oggi e delle spietate dinamiche che la governano.

«È difficile non cadere nell’incantesimo di Wisewood e dell’affascinante narrazione di Wrobel. Un tuffo profondo nell’abuso psicologico e nella manipolazione; lascerà sicuramente un segno» Library Journal.

29 novembre

ACCENTO EDIZIONI

Il primo romanzo (2001) dello scrittore e giornalista canadese Will Ferguson, autore di Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone (2005).

Felicità® di Will Ferguson torna in libreria con la prefazione di Diego De Silva e una traduzione aggiornata a cura di Andrea Buzzi. A vent’anni di distanza dalla prima pubblicazione, rappresenta ancora una satira brutale del nostro tempo (e della vita in casa editrice), e ci ricorda, con affilata ironia, che forse ciò che più ci rende umani sono proprio le nostre mancanze. E che ciò che rende preziosa la felicità è il suo essere miracolosamente occasionale.

«A gleeful satire on the self-help industry and a must-read» Jonathan Coe.

«Aldous Huxley meets Carl Hiaasen (as a blurb-writer at Pandemic Press might say)» Independent.

EDIZIONI E/O

Il libro che racchiude i 4 racconti vincitori della prima edizione 2023 del concorso letterario per racconti di viaggio inediti ideato da Ferrovie dello Stato Italiane in partnership con il Salone Internazionale del Libro di Torino e i racconti inediti di nomi di spicco nel panorama letterario italiano componenti la giuria del concorso: Enrico Brizzi, Fabio Genovesi, Antonella Lattanzi, Andrea Marcolongo, Matteo Nucci, Antonio Pascale, Lorenza Pieri e Veronica Raimo.

«Scrivere è come viaggiare. E lo è anche leggere. Scrivere, e leggere, racconti di viaggio manifesta il bisogno di muoversi, esplorare, conoscere e dimostra quanto il viaggio sia l’espressione di un’innata sete di libertà e dell’assoluto diritto a goderne […] Viaggi dove si sta vicini, ci si guarda, ci si fiuta e conosce, durante la pur breve convivenza su un treno o in una stazione, spazio di storie e abbracci, arrivi e partenze. Condivisioni. Non possiamo quindi chiudere queste riflessioni se non augurandovi una buona lettura e tanti interessanti e stimolanti viaggi. A iniziare da quelli che vi attendono nelle prossime pagine».

QUODLIBET

La nuova edizione aggiornata di Mille e una Callas (1a edizione 2016), a cura di Luca Aversano e Jacopo Pellegrini. Il libro esce in occasione del centenario dalla nascita della grande artista (1923–1977), che cadrà il prossimo 2 dicembre.

Tutti hanno sentito il suo nome, molti hanno udito la sua voce.

Per la prima volta, filosofi, storici della letteratura, dell’arte, del teatro, del cinema, della danza, della moda, sociologi della comunicazione indagano gli effetti della sua presenza umana e artistica nella sfera dello spettacolo e del costume sociale. Lo studio del lascito artistico è affidato ai musicologi, impegnati anche a delineare possibili metodologie per un terreno di ricerca ancora poco dissodato – almeno in Italia – quale è l’interpretazione musicale. Dei ricordi parlano testimoni diretti e amici del grande soprano.

1 dicembre

MARIETTI 1820

Uno sguardo femminista sui classici della letteratura, di Jennifer Tamas, docente di Letteratura francese dell’Ancien Régime negli Stati Uniti, alla Rutgers University (New Jersey). In Francia ha animato un dibattito molto vivace sui temi della letteratura, degli studi di genere e del #MeToo.

Non c’è niente di più incongruo che usare la società di Ancien Régime come base per pensare al rifiuto femminile. Ridotte al «riserbo» dai trattati di bon ton, al silenzio o alla «finta resistenza» dai codici della seduzione, le eroine della letteratura classica non avrebbero nulla da trasmetterci, tanto meno il potere di dire no. Si sarebbe potuta considerare la questione una storia chiusa se non fosse stato per la sagacia di Jennifer Tamas. Infatti, a modo loro, le donne del Grand Siècle hanno resistito, hanno disobbedito, e di queste battaglie silenziose restano alcune tracce. Sotto le belle immagini di principesse addormentate celebrate dall’industria dell’intrattenimento si nascondono rifiuti potenti, oscurati da secoli di interpretazione patriarcale. L’autrice li porta alla luce con coraggio e finezza, rintracciando l’espressione del femminile celata sotto lo sguardo maschile e tendendo l’orecchio al mormorio sommesso delle voci di chi resiste.

UTOPIA EDITORE

Il romanzo del 1928 della scrittrice sarda Grazia Deledda (1871–1936), prima e, finora, unica donna italiana a vincere il Premio Nobel per la letteratura nel 1926.

Nella campagna selvaggia della Sardegna, il vecchio Ulpiano Melis è alla ricerca di un servitore, ma ha difficoltà nel trovarlo: i tempi sono duri e le braccia migliori sono state sottratte ai campi e ai pascoli dalla guerra. In assenza di giovani forti e fidati, il pastore accetta l’aiuto di Luca, un ragazzino sedicenne che si propone per il lavoro. Nonostante la giovane età, Luca ha un carattere forte e un carisma straordinario. Il vecchio Ulpiano non fa che rallegrarsene: il giovane servo può aiutarlo a risolvere ogni problema, può sottrargli lavoro e alleviare la sua antica solitudine. Tra i due si instaura un rapporto di rispetto e fiducia, un’amicizia sincera che quasi si converte in un legame di parentela. A Ulpiano, tuttavia, non sfugge che tra la nipote Francesca e il giovane Luca sta nascendo un rapporto di ossessione e contrasto, che li porta a inseguirsi e a respingersi in continuazione. Come può, però, immaginare che sarà proprio il giovane servitore a portare, in poco tempo, dolore e confusione in tutta la famiglia?

VOLAND

Il romanzo della scrittrice slovena Berta Bojetu (1946–1997), pubblicato per la prima volta nel 1990 e finora inedito in Italia.


In un’isola remota e dalla natura insolita uomini e donne vivono separati, ma i primi esercitano il loro dominio sulle seconde con la violenza. Tutti però sono sottomessi alle regole infami di un proprietario senza nome che risiede sulla terraferma. In questa realtà è cresciuta Filio, insieme alla nonna Helena e al giovane Uri: le tre voci alle quali Berta Bojetu affida il racconto di un inquietante altrove dominato dall’istinto di sopravvivenza e da sentimenti che non vanno oltre la paura, l’odio e il sospetto nei confronti del prossimo.

Un’opera di sconvolgente crudezza in cui i protagonisti cercano di reagire alla progettata distruzione della loro individualità con forza vitale e creativa.

PASSIGLI

L’antologia di poesie d’amore di Vladimir Majakovskij (1893–1930), tra i massimi poeti russi del primo Novecento, nella nuova traduzione di Marilena Rea.

«Sfogliando queste pagine avremo l’impressione di solcare la materia dell’amore, cioè quelle emozioni primarie come gelosia, rabbia, bramosia, attrazione, che fanno scalpitare il poeta, lo fanno girovagare insonne per la città in piena notte, lo fanno urlare al cielo dalla frustrazione. Come tante finestre aperte sul cuore, le poesie ci mostrano senza veli il fuoco che alimenta la sua anima: le amanti con i boa di strascichi di comete, le signorine dai modi ora pudichi ora civettuoli, l’amata che si macchia di tradimento, la dolce signorina americana che affila lamette Gillette in mezzo all’indifferenza dei ricchi passanti capitalisti, un amore negato che scatena una funesta tempesta che sovverte l’ordine universale delle cose…» dalla prefazione di Marilena Rea.

PASSIGLI

Quattro scritti di Virginia Woolf (1882–1941), per la prima volta raccolti integralmente in volume, che la stessa lesse ad alta voce durante gli incontri del Bloomsbury Group. Sono testi di grande fascino, che ci offrono l’immagine viva di quell’epoca e di quel gruppo inimitabile di amici.

Queste quattro “memorie” della Woolf coprono un arco di tempo che va dal 1921 al 1940; se le prime due, 22 Hyde Park Gate e Vecchio Bloomsbury, sono bellissimi affreschi della vita della famiglia Stephen (questo il cognome di Virginia prima delle nozze con Leonard Woolf) – con il passaggio dalla casa natale in Hyde Park Gate al quartiere di Bloomsbury – la terza e la quarta hanno carattere differente: Sono una snob? è l’autoironica riflessione sulla natura dello snobismo, un’altra chiave per leggere l’ambiente del Bloomsbury Group; mentre La beffa della Dreadnought, qui per la prima volta tradotta in italiano, è la divertentissima ricostruzione dell’incredibile scherzo giocato da un gruppo di amici (tra i quali la stessa Virginia) ai danni della Royal Navy britannica.

«Virginia Woolf non ci mostra soltanto le peripezie dello scherzo, ma anche le reazioni di parenti e conoscenti, facendoci tornare a quel clima di scandalo e sbigottimento che permeava il Vecchio Bloomsbury» dalla prefazione di Federico Mazzocchi.

66THAND2ND

Il secondo memoir della scrittrice e giornalista statunitense Margo Jefferson, autrice di Negroland (2015) e di una controversa biografia: Su Michael Jackson (2006). In Sistema nervoso in costruzione, vincitore del Rathbone Folio Prize, Jefferson scompone, frammenta, distrugge e infine ricompone, i tanti brandelli della sua identità.

Margo Jefferson è sempre stata affascinata da molti personaggi, vicini e lontani – i suoi genitori, la nonna materna, e poi luminari del jazz, scrittori, artisti, atleti, celebrità. Sono queste figure a emozionarla e tormentarla: le persone che hanno contribuito a formarla come individuo e come autrice. Nell’atteso seguito di Negroland, Jefferson dona loro una nuova vita, in modo originale e struggente. Le ricrea sulla pagina, fondendo critica e ricordi personali, riunendo tutti coloro che hanno popolato il suo passato e le hanno fatto compagnia nella solitudine. Bing Crosby e Ike Turner diventano suoi alter ego. La musica di un disco jazz si leva emulando la voce intima di un genitore. W.E.B. Du Bois si incontra di nascosto con George Eliot, i muscoli di una ballerina classica si uniscono a quelli di un’atleta olimpica, svelandoci le potenzialità del corpo nero. Tra cesure e dissonanze, dolore ed estasi, Jefferson interroga sé stessa e sfida il concetto di autobiografia, regalandoci un memoir profondo e di incredibile bellezza.

«Ho immaginato un sistema nervoso. Ma non quello biologico comune. Più un assemblaggio. Il mio sistema nervoso è una struttura di pensieri, ricordi, sentimenti, sensazioni e parole ricombinanti».