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FEDERICO SACCO, «Gli editori sono dei gran noiosi»

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Jean Genet (Parigi 1910–1986) è stato uno degli autori più discussi della letteratura francese del Novecento. «Caso irrisolvibile. Di certo sublime» come lo definì Cocteau nel suo Diario (1942–1945). Scrittore omosessuale e senza fissa dimora, sempre a corto di denaro; pregiudicato (passò diversi anni in carcere, da una prigione all’altra), ma in realtà solo “ladro di libri” (non “un”, ma proprio “il” ladro per eccellenza).

«Il genio non è un dono, ma la via d’uscita che ci si inventa in casi disperati» scrisse Sartre in Saint Genet, comédien et martyr, il saggio del 1952 a lui dedicato. Un genio, quindi, la cui scrittura appare permeata da «un alone di misticismo, sesso e fiori». Tra le sue opere principali: Le condamné à mort (1942), Notre-Dame des fleurs (1944), Miracle de la rose (1946), Les bonnes (1947), Querelle de Brest (1947), Pompes funèbres (1947), Journal du voleur (1949).

Jean Genet a New York, 1970 © Richard Avedon.

Il libro di Federico Sacco – in libreria dallo scorso 16 giugno – ripercorre le intricate vicende editoriali, prima in Francia e poi in Italia, delle opere di Jean Genet: all’inizio diffuse clandestinamente, “sous le manteau”, e poi largamente censurate e amputate delle parti considerate più oscene. La ricostruzione è minuziosa e intrigante, le considerazioni su editoria e letteratura brillanti e puntuali, con l’ulteriore pregio di offrire ai lettori un ampio apparato di documenti d’archivio, presentati in versione originale.

Ecco, dunque, che possiamo leggere le lettere scambiate tra Genet e i suoi editori, Barbezat e Mondadori in primis, che hanno creduto nel suo talento e contribuito a decretarne il successo. Seguono i commenti di Jean Cocteau, primo promotore della sua opera, e le litografie (autocensurate) che disegnò per il romanzo “Querelle de Brest”. I pareri dei comitati di lettura italiani«impubblicabile» per Fernanda Pivano, Maria Gloria Sears e molti altri – e le lettere infuocate tra Alberto Mondadori e Giangiacomo Feltrinelli, che si disputavano i diritti per la traduzione e pubblicazione del “Journal du voleur” in Italia. L’intervista finale a Dario Gibelli, traduttore delle opere di Genet per Il Saggiatore, è la ciliegina sulla torta.

Un libro imprescindibile per chi ama Genet; un testo prezioso per chiunque voglia avvicinarsi a questo immenso autore.


Federico Sacco, «Gli editori sono dei gran noiosi». Casi e vicende dei romanzi di Jean Genet tra Francia e Italia, Fondazione Mondadori, 2023, 168 p.

Federico Sacco nasce a Roma nel 1996. Dopo la laurea in Lingue, culture e letterature straniere sceglie di approfondire l’interesse per la divulgazione culturale con un master in Editoria alla Sapienza Università di Roma. Si interessa alle identità che hanno voci sommerse, non solo nei contenuti letterari, ma anche nella loro veste editoriale. Amante della narrativa francese, sta terminando i suoi studi alla Sorbonne Université di Parigi.

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